giovedì 26 giugno 2008

Ai Problemi della Confesercenti Berlusconi risponde picche..o quasi!

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Con l'intervento di ieri all'assemblea della Confesercenti il premier Silvio Berlusconi ha di fatto risposto picche ai problemi delle piccole medie imprese.
Non ha infatti dedicato granche del suo intervento alle questioni economiche che attanagliano il nostro paese, ai problemi delle piccole e medie imprese nonchè al nodo contratti che le parti sociali Confesercenti, Confindustria, Sindacati ecc. si stanno dibattendo in questi giorni.
Berlusconi ha infatti mostrato in modo limpido la prevalenze degli interessi personali rispetto a quelli degli altri e quindi quali sono le priorità del Governo.
Tutto l'intervento è stato dedicato alla Giustizia ed ai suoi problemi con essa attaccando duramente e frontalmente (come nessun vero premier farebbe mai in un paese democratico) la Magistratura e l'Opposizione che il prossimo 8 luglio farà una manifestazione contro il pacchetto sicurezza e la "salva Premier".
Al di là del giudizio che si può esprimere sull'attacco , il fatto che si vada ad una assemblea e si affrontino nodi personali piuttosto che i problemi di coloro che lo hanno invitato è a dir poco disdicevole.
Ovvio quindi che alla fine quasi tutti lo abbiano fischiato, meno ovvio l'imbarazzo del presidente di Confesercenti, Venturi.
Non c'è nulla da vergognarsi per una reazione legittima e sacrosanta: si vergoni invece Berlusconi con la sua maggioranza politico-parlmentare!

Caso Berlusconi-Saccà nuove intercettazioni!

L'Espresso, in edicola domani, pubblica nuove intercettazioni relative ai rapporti tra il premier Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Saccà. L'articolo parla di "scambi politico-affaristici" e raccomandazioni.Molti i nomi noti coinvolti nelle conversazioni.Si va da politici a produttori, da manager ad attrici. Secondo quanto anticipa il settimanale, le telefonate metterebbero in evidenza i rapporti tra Berlusconi e un componente dell'Autorità delle Comunicazioni.Riportate telefonate a Saccà da parte di esponenti dei Ds, Confalonieri, Minoli,Letta,Barbareschi,Moratti,Urbani Costanzo, Landolfi e altri.

E se quotassimo tutto in Euro?

In questi ultimi anni l'economia mondiale per effetto della globalizzazione e dello sviluppo notevole di certi paesi quali India e Cina, ha subito dei cambiamanti notevoli.
Uno di questi è senza dubbio la perdità di peso economico-finaziario degli Usa che ha causato di conseguenza la svalutazione del dollaro americano.
In contemporanea, l'allargamento a Est della Ue ha rafforzato notevolmente l'Euro che ha acquistato valore su Sterlina Inglese, Franco Svizzero e Yen Giapponese.
La svalutazione del dollaro ha inoltre contribuito, insieme alla crescita di richiesta certi benei di consumo, alla speculazione dei prezzi degli stessi.
Il prezzo del petrolio si è decuplicato in 7 anni ed anche il gas è aumentato notevolmente. Grano ed altri genere aimentari sono saliti anche del 65% dell'ultimo anno.
Tutto questo produce una grave crisi che fermata la più presto.
E' arrivato il momento di prendere ufficialmente atto che gli Usa non contano più di tanto sullo scenario economico-finanziario mondiale mentre l'Europa è cresciuta e e l'Euro è senza dubbio la nuova moneta di riferimento mondiale che ha protetto parte dell' Europa dal caro petrolio e dall'aumento del prezzo dei carburanti.
Sarebbe quindi il caso che Petrolio, Oro, Argento ed altri beni non fossero più quotati in dollari ma in euro in tutti i mercati borsisitici del mondo.

martedì 24 giugno 2008

La Card che non serve.

Premesso che l' idea poteva anche essere buona, nonostante il valore limitato ( 400 euro all'anno pari a 37 euro al mese di media il che significa che gli indigenti restano indigenti) e il numero liitato di persone che ne fruirà (solo anziani e non precari e disoccupati) questa card avrà un effetto nullo.I petrolieri infatti si rifaranno sulla bolletta energetica italiana, che secondo il loro presidente, passerà dai 28.5 miliardi di euro del 2007 al 39-44 miliardi del 2008 fino a raggiongere i 65 miliardi di euro nel 2009!Un autentica mazzata per le bollette di luce, gas e riscaldamento che costeranno agli italiani, come aumento ben più di 400 euro l'anno.
Ma non fnisce quì: essa porterà una nuova bolla speculativo-inflazionistica su tutti i generi di cosnumo di prima necessità già rincarati parecchio.Inoltre visto che la Robin Hood Tax si abbatte anche su Banche ed assicurazioni e considerato che banchieri ed assicuratori non sono certo più scemi dei petrolieri, aspettiamoci rincari sui costi di gestione di conti correnti e carte di credito nonchè rincari di polizze assicurative obbligatorie come la RC auto già ora ultracostosa!
Sommiamo tutto questo ad una inflazione già alta vicina al 4%, le politiche energetiche ineisistenti, un Dpef che si prepara a licenziare insegnati, ed altri statali nonchè a tagliare loro lo stipendio di 1000-1500 euro nel triennio 2008-2010 e il baratro è vicinissimo anzio prima del 2013 quando finirà il Govenro Berlusconi saremo caduti certamante nel burrone!
Sarebbe stato più utile agire sui redditi personali dei ricconi portando ad esempio l'irpef dei redditi sopra i 100 mila euro al 50% e riducendo al 18% l'aliquota più bassa. Altro prelievo si poteva fare dalla tassazione delle rendite, e da una riforma dell'irpeg per passare da un aliquota flat del 35% ad una progressiva come nello schema seguente:

1. Imponibili fino a 500 mila euro 30%
2. Da 500 mila euro ad 2 milioni 35%
3. Da 2 a 5 milioni 40%
4. Oltre 5 milioni 45%


Inolte la nuova irpeg potrebbe essere ad esempio un forfettone che assorba anche Ires, Irap, ecc. Non trovo giusto infatti che il piccolo commerciante o il piccolo imprenditore artigiano siano tassati cme Fiat, Finivest ed altre grandi imprese.

Per recuperare soldi bastava tagliare i fondi ai giornali, ridurre il personale di Quirinale ed altri Palazzi della politica, tagliare le auto blu e rifoprmare gli stipendi dei parlamantari nonchè aumentare le Comunità Montane e di Arcipelago e ridurre semmai i Comuni! Meno Giunte e Consigli= meno politici= meno stipendi quindi meno costi!

mercoledì 18 giugno 2008

Come uccidere il Codice Penale, il Governo lo sà!



Il Governo ha deciso di uccidere di fatto il codice penale, come? Con l'emendamento inserito pacchetto sicurezza, che sospenderebbe per un anno i processi per reati che non prevedono pene massime oltre i 10 anni di reclusione.
Premetto che non mi interessa valutare gli effetti di tale legge sul processo David Mills nel quale il premier Berlusconi è coinvolto poichè non mi interessa demonizzarlo e la portata di questo provvedimento ha una gravità che ben oltre la possibile sua connotazione ad personam.
Questo provvedimento, non bloccando anche la prescrizione ha tra i tenti effetti quello di aiutare molti delinquenti a farla franca in quanto il reato andrebbe in prescrizione prima della fine del processo.
Ma non è tutto: questa legge bloccherebbe il 90% dei processi penali in quanto solo una manciata di reati sugli oltre 500 previsti dal nostro codice penale possono portare ad una condanna superiore ai 10 anni di reclusione.
Tra i reati "condonati" ci sono ad esempio il furto, lo scippo, l'incendio doloso, e l' inoservanza delle norme di sicurezza che condonerebbe anche i delinquenti della Thyssen Krupp!
Non solo: mentre i processi sono fermi i termini per la custodia cautelare decadono e quindi tutti quelli in attesa di giudizio ( molti processi forse nemmeno inizierebbero) escono dal carcere e vanno a casa o fuggono all' estero o inquinano le prove con grave danno per la sicurezza e le persone offese: di fatto un maxi effetto indultone!
In ultimo renderebbe inefficaci persino i due nuovi reati inventati dal Governo: induzione all'accattonaggio e immigrazione clandestina: li arresti oggi ma non li processi fra un anno perchè nel frattempo sono scappati chissà dove.
Una sorta di cancellazione del codice penale che renderebbe vano anche l'intero pacchetto sulla sicurezza, di per già inutile e di facciata.
Mi auguro che non passi e se dovesse passare spero che qualcuno promuova un referendum abrogativo di questa norma.

martedì 17 giugno 2008

Berlusconi e Tremonti fermeranno le class action

Leggetevi quest'articolo e ditemi se Berlusconi d il suo Governo non sono una banda di Crininali da fermare ad ogni costo!
E' assurdo che a gente del genere sia permesso di Governare: invece di pensare ia consumatori già così provati, si da la possiblità alla Confidustria di schiavizzare l'Italia a suo piacimento: BASTARDI!


Il Governo con un atto grave sospenderà le cause
legali collettive dei consumatori, che dovevano essere possibili dal 29
giugno.

[ZEUS News -
www.zeusnews.it - 16-06-2008]

Il
ministro Giulio Tremonti
Dopo la grave decisione del Tar del Lazio che
blocca la disabilitazione delle linee telefoniche verso i famigerati 899, molte
associazioni dei consumatori, prima fra tutte Altroconsumo, avevano promesso di
utilizzare il meccanismo della "class action", cioè la possibilità di
fare causa alle aziende in forma collettiva
, che doveva partire il 29
giugno.
Anche Beppe Grillo era pronto a partire con una
class action contro
Telecom Italia
sugli stipendi miliardari ai manager a cui corrispondono 5.000 tagli di
dipendenti; analogamente i comitati dei pendolari erano pronti a scendere in
campo contro le Ferrovie per i tagli ai treni locali previsti dal nuovo orario.
Nessuna di queste cause collettive sarà possibile, per ora. Il governo
Berlusconi, con la finanziaria del ministro Tremonti, ha deciso di sospendere sine die, ovvero senza una data precisa, la legge
sulla class action. Il provvedimento sarà discusso nel Consiglio dei ministri di
domani ma pare ormai certo.
Così il nostro Paese continua a essere l'unico
tra quelli del G8 a non prevederla, come pure uno dei pochissimi tra i Paesi
industrializzati. La class action avrebbe permesso ai consumatori che hanno
subito un danno per un prodotto o servizio a rivalersi tutti insieme
sulle aziende
colpevoli, senza dover fare migliaia o più cause
individuali.
In realtà così il governo Berlusconi tradisce il suo
stesso programma elettorale
, in cui diceva di voler rafforzare la class
action, ma accontenta la Confindustria che, per bocca della sua
nuova presidente Emma Marcegaglia, nell'assemblea del suo insediamento, una
settimana fa, aveva chiesto al governo di bloccare l'entrata in vigore della
legge prevista dal 29 giugno, dopo molti mesi che c'erano stati per prepararsi.
Berlusconi aveva immediatamente sposato l'intero programma della Marcegaglia
come suo; oggi dimostra di infischiarsene delle esigenze dei
consumatori
e di pensare solo a quelle delle imprese. Peccato che negli
Usa, Paese modello per il premier, la class action esiste da decenni con
risultati significativi.



Aggiornamento del 18 giugno 2008:
E' ufficiale il rinvio dell'entrata in vigore della legge al 1° gennaio 2009 (doveva entrare in vigore il 29 giugno prossimo) lo conferma il ministro Scajola il qual asserisce che serve tempo per poterla migliorare e rendere possibile la Class Action anche contro lo Stato e gli Enti Pubblici.E' ovvio che è una scusa, non c'è bisogno di fermare la legge per poterla cambiare in meglio!
An zi sarebbe meglio lasciarla in vigore per poterle far far fare un pò di rodaggio: si potrebbe valutare meglio il suo effetto e gli eventuali correttivi da apportare.
Fermo restando che le Class Action contro lo stato sarebbe come farle contro noi stessi: ci risarciscono ma poi aumentano le tasse....

domenica 15 giugno 2008

Sicurezza: no all' esercito si alle Ronde ma solo se regolamentate.

Da diversi giorni ormai non si altro che parlare di sicurezza: dell' inefficacia delle misure poste dal Governo si è già discusso ampiamente ora è il momento di affrontare la questione delle ronde e dell' esercito che si vorrebbe schierare nelle nostre strade.

Quanto all'esercito ritengo sia solo una mortificazione delle Forze dell' Ordine in quanto il loro schieramento anche se inteso a coadiuvare le stesse ne depaupera il prestigio e l'utilità.
Sarebbe quindi meglio aumentare numericamente gli organici delle FdO e migliorarne la qualità finanziando meglio la loro attività e l'acquisizione di dispositivi tecnologici come il recente "Eva" inventato per accedere più facilmente dalla strada alle banche dati.

Anche le ronde per certi versi sono una mortificazione delle FdO ed inoltre rappresentano una potenziale aggregazione di personalità il cui scopo può differire da quello nobile della sicurezza e della conseguente coevia delle FdO stesse.
Potenzialmente, come si è visto in recenti fatti cronaca esse possono, al contrario di quanto voluto, determinare condizioni di disordine pubblico o solvere a ruolo di banda armata, sovversiva, associazione a delinquere ecc. con gravi danni per l'ordine pubblico e la democrazia.

Tuttavia la democrazia stessa consente il libero associazionismo e quindi la costituzione di queste ronde esse diventano insopprimibili.
E' quindi necessario che esse, nella loro costituzione ed attività vengano regolamentate da una apposita legge la quale dovrà anche prevedere dispozioni alla riforma delle FdO.


Una possibile proposta potrebbe essere la seguente:

PROPOSTA DI LEGGE DI REGOLAMENTAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI SPONTANEE fINALIZZATE ALLA COEVIA DELLE FORZE DELL' ORDINE (Cd. RONDE) E DISPOSIZIONI PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLE FORZE DELL' ORDINE.


PARTE I - REGOLAMENTAZIONE DELLE RONDE

ART. 1 - Definizione di Associazione spontanea finalizzata alla coevia delle Forze dell' Ordine (Ronde)
Si definisce Associazione spontanea finalizzata alla coevia delle forze dell'ordine ( di seguito ronde) una qualunque associazione formata da civili cittadini atta al controllo e supervisione del territorio e finalizzata alla prevenzione di atti contrari all'ordine pubblico ed alla legge.

ART. 2 - Costituzione delle Ronde
I cittadini che intendono costituire delle ronde devono darne comunicazione al Sindaco del Comune o della Comunità nella quale si intende esercitare l'attività, al quale và inoltrato elenco completo dei componenti e dei responsabili definiti dal sucessivo comma.
Al Sindaco vanno inoltre comunicati i nominativi dei soggetti abilitatì all'uso di armi appartenenti alla ronda.

I responsabili sono persone individuate all'interno stesso dell'associazione, nella sua piena autonoma, nel numero di 1 ogni 10 componenti o frazione, il cui compito è quello di coordinare l'attività dell' associazione di rappresentarla presso le Pubbliche Autorità

Le Ronde possono all'occorrenza dotarsi di Statuto interno.

ART. 3 - Attività delle Ronde e loro modalità di espletamento
L'attività della Ronda deve essere autorizzata dal Sindaco del Comune o della Comunità nelle quali essa vuole esercitare la sua attività previ gli accertamenti previsti dal successivo articolo 5.

L'attività delle Ronde và espletata esclusivamente entro i confini amministrativi di un Comune o di una Comunità di Comuni, Comunità Montana o di Arcipelago.

Ogni attività delle Ronde è considerata subalterna e non sostitutiva dell'attività di controllo e supervisione del territorio da parte delle Forze dell' Ordine, pertanto possono essere controllate, coordinate, sospese o revocate da queste ultime in base alle necessità di sicurezza ed ordine pubblico sopravvenute.

Le Ronde in servizio devono potersi distinguere dagli altri cittadini ed essere riconoscibili da essi mediante dispositivi visibili e rifrangenti (bracciali, pettorine, ecc.)

Alle ronde non è consentito l' uso di armi al di fuori dei casi previsti dagli articoli 52 e 54 c.p.

Le ronde sono dispensate dall' arresto obbligatorio previsto dall'articolo 380 c.p.p. al di fuori da casi previsti dagli articoli 52 e 54 c.p. nonchè dall'articolo 51 c.p. se l'ordine è dato da una qualsiasi autorità pubblica competente in materia di sicurezza

Le ronde possono procedere all' arresto facoltativo previsto dall'articolo 381 c.p.p. e con le modalità previste dallo stesso disposto normativo.

Le attività delle Ronde sono sospese in caso di Guerra o calamità naturali sul territorio ove queste avvengono fatto salvo il caso al comma successivo

In deroga a quanto sopra in caso di calamità naturale le autorità competenti possono attribuire alle ronde compiti di Protezione Civile

ART. 4 - Requisiti necessari ed obblighi per gli appartenenti alla Ronde
I cittadini che intendono associarsi ad una ronda debbono avere i seguenti requisiti:

a) Aver compiuto i 18 anni di età
b) Essere di nazionalità Italiana o apolide
c) Godere dei diritti civili e politici attivi e passivi in Italia
d) Non avere precedenti penali o carichi penali pendenti
e) Essere residenti nel Comune o nelle Comunità nel quale l'associazione a cui si intende aderire esercita od intende esercitare la sua attività
f) Non essere inibiti o diffidati dal partecipare a manifestazioni pubbliche e/o sportive
g) Avere capacità giuridica nonchè di intendere e volere
h) Non essere segnalati presso le pubbliche autorità per abitudine all'abuso di sostanze alcooliche, sostanze stupefacenti, armi od altro
i) Non essere sottoposti od essere stati sottoposti in passato a cure psichiatriche o riabilitative di alcun tipo
l) Essere in regola con gli Obblighi di Leva
m) Non essere appartenenti in servizio alle Forze dell'Ordine o altro corpo di Polizia o Vigilanza Privata

I componenti delle ronde, regolarmente abilitati all'uso delle armi che intendono munirsi delle stesse legalmente detenute durante l'attività di ronda debbono necessariamente segnalarlo all'atto di adesione alla ronda o di costituzione della stessa al Sindaco inviando estremi di riconoscimento dell'arma e del porto d'armi.
E' consentito l'uso della sola arma segnalata come predetto.
Non è consentito l' uso di armi a chi non è abilitato anche se le stesse rientrano in categorie per le quali non necessità un abilitazione specifica ( ad esempio scacciacani).

I componenti delle ronde che intendono avvalersi dell'uso di un proprio mezzo di trasporto per il quale hanno l'abilitazione all'uso prevista dalle legge devono comunicarlo la Sindaco in fase di adesione alla ronda o costituzione della stessa inviando gli estremi di riconoscimento del veicolo e della patente o petentino nautico o altra abilitazione.

I responsabili di cui art. 2 comma 2 debbono verificare che ogni componente provveda agli obblighi e possieda i requisiti sopracitati.

ART. 5 - Adempimenti del Sindaco ed altre autorità
Il Sindaco dopo aver verificato che la ronda abbia adempiuto agli obblighi di cui all'articolo 4 autorizza la ronda ad effettuare la sua attività od i richiedenti a farne parte, dandone motivazione scritta, previo parere favorevole dei Carabinieri di zona.
Diversamente non autorizza la Ronda dandone comunicazione scritta e adeguatamente motivata

Il locale corpo dei carabinieri è tenuto a verificare la sussistenza degli obblighi e dei requisiti dei componenti previsti al succitato articolo 4 e dare eventuale parere favorevole o contrario la Sindaco che lo richiede

Il Sindaco autorizzata la Ronda nè da comunicazione scritta alla Prefettura competente e mantiene un elenco delle Ronde presenti nel Comune o Comunità rendendole di pubblico dominio

I succitati adempimenti devono avvenire entro 60gg dalla richiesta di inizio attività della Ronda.

I responsabili e i cittadini del Comune e della Comuni in cui la Ronda esercita od intende esercitare la sua attività hanno facoltà ad impugnare tutti gli atti relativi all'attività della Ronda nei modi e nei tempi previsti dalla legge

Ministero della Difesa, Prefettura, Questura, Sindaco, Presidente di regione o Provincia possono in qualsiasi momento, sul territorio di propria competenza, sospendere, revocare, avocare o disporre altro provvedimento nei confronti delle ronde dandone comunicazione scritta e motivata agli interessati

Le Forze dell’ Ordine che intervengono su richiesta di una Ronda hanno facoltà di disperderla, dispensarle temporaneamente dall'attività o di dare loro ordini

ART. 6 - Sanzioni
Gli appartenenti alle Ronde che non osservano gli obblighi di cui al comma 2 articolo 2 nonchè commi 2 e 3 articolo 3 e articolo o non posseggono i requisiti di cui all'articolo 4 comma 1, ove il fatto non costituisse più grave reato sono puniti con la sanzione amministrativa da euro 500 ad euro 2000

I soggettti del capoverso precedente che non ottemperano alle norme di cui al comme 3 e seguenti articolo 3 ove il fatto non costituisca più grave reato sono puniti con la sanzione amministrativa da euro 2000 ad euro 8000

Il Sindaco od altra autorità competente in caso di recidiva delle violazioni da perte dei componenti delle Ronde degli obblighi previsti agli articoli 2 comma 2, ed agli articoli 3 e 4 che non costituiscono più grave reato possono disporre la revoca dell'autorizzazione all'attività di Ronda

Il Sindaco od altre persone rappresentanti autorità competenti che non adempiano agli obblighi di cui all'art 5 commi da 1 a 3, ove il fatto non costituisce più grave reato, sono puniti con la sanzione amministrativa da euro 10000 ad euro 40000 e nei casi più gravi o di recidiva con la revoca del mandato

TITOLO 2 DISPOSZIONI PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLE FORZE DELL' ORDINE

ART. 7 - Adempimenti del Governo

Il Governo approvata codesta legge, nella successiva finanziaria requisirà le risorse economico-finanziarie finalizzate ad incrementare di almeno i 2/3 entro 3 anni il numero di appartenenti a Corpi dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Vigili Urbani, Polizia Penitenziaria e Ispettori del Lavoro

Il Governo inoltre nella successiva finanziaria requisirà le risorse economiche necessarie finalizzate ad informatizzare tutte le Procure Italiane, attivare nuove Procure e raddoppiare gli organici della Magistratura nonchè sviluppare e divulgare nuove tecnologie atte alla prevenzione e repressione degli atti criminosi

ART. 8 – Mobilità interna da esercito a Forze dell ‘Ordine

Il Governo in applicazione del precedente articolo 7 dovrà procedere al passaggio di militari alla Forze dell ordine in osservanza del principio della mobilità interna della P.A.

ART. 9 - Riforma visita medico legale
A decorrere dal 1° Giugno 2009 le viste medico legali effettuate dalle Asl finalizzate a requisiti psico-fisici necessari per per far parte delle Forze dell 'Ordine o di un Corpo di Vigilanza Privata dovranno essere espletate con le stesse modalità di quelle per l'accertamento dei requisiti indispensabili per adempiere agli obblighi di Leva

martedì 10 giugno 2008

La Legge Arsenio Lupin

DI MARCO TRAVAGLIO
L'Unità

«Se prende una macchina da guerra come Scarponi, che opera anche quelli che non hanno bisogno, che si mette a contraffare le cartelle... Lui guadagna, poi fanno le ispezioni a campione e non è mica detto che acchiappino Scarponi, intanto lui ha guadagnato, però». Un medico della Santa Rita parla del dottor Renato Scarponi

Pierpaolo Brega Massone, nomen omen, capo della chirurgia toracica nella clinica Santa Rita convenzionata con la Regione Lombardia, l’uomo che in un sms si definiva “l’Arsenio Lupin della chirurgia”, è decisamente sfortunato. Se avesse atteso la legge Berlusconi sulle intercettazioni prima di architettare le truffe e gli scambi di fegati, polmoni, milze e cistifellee contestati dagl’inquirenti, sarebbe libero di proseguire i suoi maneggi con rimborso a pie’ di lista con i colleghi e/o complici. Invece è stato precipitoso. Uomo di poca fede, ha sottovalutato le potenzialità impunitarie del premier.

Ora qualcuno parlerà di “arresti a orologeria” (nella solita Milano) per bloccare la mirabile riforma del Cainano: per non disturbare, gli inquirenti milanesi avrebbero dovuto aspettare qualche altra settimana e lasciar squartare qualche altra decina di pazienti. Perché quel che emerge dalle intercettazioni dell’inchiesta sulla clinica Santa Rita fa piazza pulita di tutte le balle e i luoghi comuni che la Casta, anzi la Cosca sta ritirando fuori per cancellare anche l’ultimo strumento investigativo che consente di scoprire i suoi reati. Le intercettazioni dei simpatici dottori sono contenute nelle ordinanze di arresto, dunque non sono più segrete, ergo i giornalisti le pubblicano. Qualcuno può sostenere che così si viola la privacy degli arrestati? O che, altra panzana a effetto, si viola la privacy dei non indagati? Sappiamo tutto delle malattie dei pazienti spolpati in sala operatoria per incrementare i rimborsi regionali: più violazione della privacy di questa, non si può. Eppure nemmeno la privacy dei pazienti innocenti, anzi vittime, può prevalere sul diritto dei cittadini (comprese le altre vittime reali o potenziali della truffa) di sapere tutto e subito. Sì, subito, con buona pace dei vari Uòlter, che ancora la menano sul divieto di pubblicare intercettazioni pubbliche fino al processo (che si celebrerà, se va bene, fra 3-4 anni).

Restano da esaminare le altre superballe di marca berlusconiana (ma non solo).

1) Le intercettazioni in Italia sarebbero “troppe”. Il Guardasigilli ad personam Alfano dice addirittura che “gran parte del Paese è sotto controllo”. Figuriamoci: 45 mila decreti di ascolto all’anno, su 3 milioni di processi, sono un’inezia. Le intercettazioni non sono né poche né troppe: sono quelle che i giudici autorizzano in base alle leggi vigenti, in rapporto all’unico parametro possibile: le notizie di reato. In Italia ci sono troppi reati e delinquenti, non troppe indagini e intercettazioni. L’alto numero di quelle italiane dipende dal fatto che da noi possono effettuarle solo i giudici, con tutte le garanzie dal caso, dunque la copertura statistica è del 100%. Negli altri paesi a intercettare sono soprattutto servizi segreti e polizie varie (in Inghilterra addirittura il servizio ambulanze e gli enti locali), senz’alcun controllo né statistica.

2) Le intercettazioni andrebbero limitate in nome della privacy. Altra superballa: la privacy è tutelata dalla legge sulla privacy, che però si ferma là dove iniziano le esigenze della giustizia. Ciascuno rinuncia a una porzione della sua riservatezza per consentire allo Stato, con telecamere sparse in ogni dove e controlli svariati, di reprimere i reati e proteggere le vittime.

3) Le intercettazioni “costano troppo”. Mavalà. A parte il fatto che costano molto meno di quanto fanno guadagnare allo Stato (due mesi di ascolti a Milano sulle scalate bancarie han fatto recuperare 1 miliardo di euro, quanto basta per finanziare 4 anni d’intercettazioni in tutt’Italia, che nel 2007 son costate 224 milioni), potrebbero costare zero euro se lo Stato, anziché pagare profumatamente i gestori telefonici, li obbligasse - sono pubblici concessionari - a farle gratis. Un po’ come si fa per le indagini bancarie, che gli istituti di credito - pur essendo soggetti privati - svolgono gratuitamente.

4) I giudici - si dice - devono tornare ai “metodi tradizionali” e intercettare di meno. Baggianata sesquipedale: come dire che i medici devono abbandonare la Tac e tornare allo stetoscopio. Una conversazione carpita a sorpresa è un indizio molto più sicuro e genuino di tante dichiarazioni di testimoni o pentiti. E poi di quali “metodi tradizionali” si va cianciando? Se nessuno più parla perché i collaboratori di giustizia sono stati aboliti per legge (art. 513, “giusto processo”, legge sui pentiti) e l’omertà mafiosa viene pubblicamente elogiata (“Mangano fu un eroe perché in carcere non parlò”), come diavolo si pensa di scoprirli, i reati? Travestendosi da Sherlock Holmes e cercando le impronte con la lente d’ingrandimento? Inventatevene un’altra, per favore.

Marco Travaglio

Mio Commento Personale:
Marco travaglio è un mito! Ciò che accade nella clinica milane e probabi,mente in molte altre clicniche private italiane concenzionate con la mutua è l'ennesima dimostrazione che non esiste più stato sociale nel nostro paese ma solo la pura logica del profitto che la destra sembra aver consacrato come unico modello evolutivo possibile dal punto di vista economico-politico-sociale. Abbattiamo gli anti-welfare: abbattiamo la destra!

lunedì 9 giugno 2008

NaziRock e Camicie Verdi...due film da vedere assolutamente!


Nazirock [2008]Regia di Claudio LazzaroNaziRock e' un film-documentario di Claudio Lazzaro che sta facendo molto parlare di se' per le minacce di denuncia ricevute da Forza Nuova, che ne impediscono di fatto l'uscita nelle sale cinematografiche. Per questo motivo si stanno moltiplicando le proiezioni "autonome", nelle facolta' universitarie, nei centri sociali ed in altri luoghi d'informazione e di ritrovo.Il regista, gia' autore di Camicie Verdi: Bruciare Il Tricolore, che cerca di far luce sul vero volto della Lega Nord, ci propone un lungometraggio sul neo-nazifascismo in Italia, imperniato sulla scena musicale che sta alle sue spalle.Vengono mostrate, soprattutto, le giornate del Campo D'Azione, annuale manifestazione di pochi giorni, nella quale i principali movimenti di estrema destra si ritrovano per discutere dei propri ideali, raccontarsi aneddoti di militanza, assistere ai concerti ma anche cimentarsi in prove da "veri uomini", come la piu' classica delle gare a braccio di ferro.Anticipo subito che NaziRock non racconta nulla di incredibilmente inaspettato, almeno agli occhi di quelli come me (e noi), abituati a conoscere gli estremismi di entrambi i lati: semplicemente ci fa notare che i fascisti di oggi sono veramente fascisti. Credono in cio' in cui credevano i loro "predecessori", professano spesso la stessa violenta azione diretta, rinnegano certi pezzi della storia recente a loro non proprio favorevoli, inneggiano alla lotta razziale e glorificano le scazzottate, l'ideale del superuomo tutto muscoli e coraggio ed ovviamente la guerra, nazionale quanto privata. Niente di nuovo, appunto. Claudio Lazzaro ha, pero', il grosso merito di portare tutto questo agli occhi di un pubblico piu' vasto, che spesso e volentieri non vuole credere che esistano ancora certe figure politico-sociali o si ostina a sostenere che siano dei semplici nostalgici, dei "simpaticoni", dei crapuloni contenti amanti delle esagerazioni da italietta, delle copie sbiadite di quei nazifascisti veri che siamo abituati a vedere nei documentari. Delle armi caricate a salve, insomma, il che non rispecchia granche' la realta' dei fatti.Si assiste, certe volte allibiti, altre divertiti ed altre ancora sinceramente preoccupati, a ragazzi che raccontano con gioia ed orgoglio le botte date "all'arabo del cazzo" di turno, che negano l'olocausto e la deportazione degli ebrei, saltellano fra le varie etichette sociali per proporre quella piu' digeribile ("Non siamo naziskin [...] ci definiamo skinhead nazionalsocialisti") e che elogiano le doti di statista di Adolf Hitler e del caro Benito Mussolini. Il tutto condito praticamente sempre da una decisa componente cattolica, come quando si arriva a parlare, ad esempio, di "Dio che vince contro Satana", del "Bene che vince contro il male" o degli infedeli di tutte le altre religioni che "Sporcano le nostre strade [...] rovinano la nostra identita' e la nostra cultura".Particolarmente impressionante, tra gli altri, il fervente intervento di Andrea Insabato, che nel 2000 mise una bomba davanti alla redazione del Manifesto e che da allora ne porta i segni sul corpo, in parte menomato dall'esplosione. Nessun rimpianto e nessun passo indietro, neppure in questo caso, seppure il gesto che gli e' costato l'infermita' possa risultare, almeno ai miei occhi, un po' puerile.In NaziRock viene fatta, inoltre, dell'importante informazione su quelli che sono i principali esponenti politici di queste ideologie: Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, Alessandra Mussolini, di Azione Sociale, Luca Romagnoli, segretario di Fiamma Tricolore, la vecchia guardia Pino Rauti di Ordine Nuovo, ma anche personaggi collaterali come Maurizio Rossi di Edizioni Di AR. Tutta gente (o quasi) con un passato caratterizzato dalla militanza in gruppi armati di estrema destra, processi per strage, fughe ventennali all'estero, vari reati piu' o meno comuni, come la bancarotta fraudolenta o lo sfruttamento del lavoro minorile (queste ultime sono pane piu' che altro di Giuseppe Ciarrapico che nel documentario non compare), oltre che con un presente all'insegna del revisionismo storico. Il tutto, peraltro, dichiarato alla luce del sole, con arroganza e senza ombra di pentimento, col braccio sempre teso a salutar romanamente. Si tratta di informazioni da tenere bene a mente, considerando che si tratta di fazioni importanti ed onnipresenti negli ultimi governi di centro-destra di Silvio Berlusconi e considerando anche l'isterico chiocciare che si fa ogni qual volta che un ex-terrorista di sinistra si permette di parlare in pubblico o si vede affidare qualche piccolo ruolo istituzionale; quantomeno bisognerebbe, per coerenza e onesta' morale, agitarsi come chierichetti sotto LSD anche per quest'altra gente qui, che ricopre ruoli ben piu' importanti.Ritornando al filo conduttore musicale, che e' un intrigante nuovo modo di analizzare la questione, nel documentario ritroviamo il gruppo "rock nazionalista" (cosi' si autodefiniscono) degli Hobbit ed il famoso gruppo streetpunk RAC (o Oi! o skinhead88, chiamatelo come vi pare) dei Legittima Offesa di Bologna. Claudio Lazzaro ci mostra alcune interviste, sincere e dirette, realizzate in confidenza con i gruppi, ed anche parecchi spezzoni di concerti, decisamente impressionanti. Soffermandomi un attimo sul punto di vista prettamente musicale, i Legittima Offesa, pur professando le solite idee diametralmente opposte alle mie (ma che in certi sporadici casi si possono assomigliare), se la suonano di brutto, facendo valere la fama di gruppo di spicco della scena Oi! in generale; gli Hobbit, invece, mi hanno lasciato abbastanza perplesso (a voler essere diplomatico), proponendo un qualcosa che sembra l'alternativa di destra ai Modena City Ramblers, pero' suonata e cantata molto peggio.Ad ogni modo, un altro aspetto veramente molto interessante che emerge dalla visione di NaziRock e' quello dei molteplici punti di somiglianza (non voglio dire "di incontro") tra i "nostri" due movimenti, quello di estrema sinistra e quello di estrema destra: l'odio verso la Polizia e le forze dell'ordine, l'orgoglio delle proprie idee anche se osteggiate e talvolta criminalizzate dalla maggioranza dell'opinione pubblica, la diffidenza verso le fonti informative ufficiali (nel loro caso, pero', anche in ambito storico), l'anti-americanismo, il diritto universale alla casa, il ricorso alla musica come mezzo di espressione umana e politica, il tentativo di creare una "scena" che tenga unito il movimento. Incredibilmente, nel lungometraggio compare anche una cover di "Frana La Curva" degli Erode, storico gruppo Oi! di frangia diametralmente opposta (chiamateli RedSkin, RASH o come vi arrapa di piu'), autori anche di pezzi come "Stalingrado", "Banditi", "Affankulo" ed "Orgoglio Proletario"; il pezzo e' eseguito dai gia' citati Hobbit, anche se, a mio avviso, in maniera musicalmente orrida (se gli Erode fossero morti credo che si rivolterebbero nella tomba). Il punto, comunque, e' che risulta veramente strano ed assurdo ritrovare la stessa canzone in due ambiti cosi' diversi.A fine visione sono chiari, ovviamente, anche i punti di netta differenza fra i movimenti, parzialmente gia' citati: il costante incitamento alla violenza per qualsiasi fine (anche se qualcuno lo nega), la convinzione di appartenere alla razza ed alla cultura superiore, il revisionismo storico, fino alla negazione dell'olocausto, il forte desiderio di appartenere a qualcosa (al "branco" potrei scrivere, se volessi essere televisivo), il mito del superuomo, macho e vecchia maniera, la grande importanza che viene data all'orgoglio ed all'onore, concetti che vengono estesi, pero', forse in un po' troppi ambiti. Concludendo, NaziRock e' sicuramente un documentario atipico, "nuovo", vuoi per il taglio musicale su cui e' interamente improntato, vuoi per gli argomenti che cerca di portare alla luce, con schiettezza e sincerita', per una buona volta. Rimane il rammarico per Claudio Lazzaro, che sperava di aver dato vita ad un primo punto d'incontro per aprire un dialogo fra l'estremismo di destra ed il resto del mondo ma si e' visto invece censurare il film perche', secondo le accuse di Forza Nuova, "montato ad arte per screditare il movimento". Come sempre e forse piu' del solito si tratta di un documento da vedere e soprattutto da far vedere, in particolar modo ai "grandi", che si ostinano a credere che il fascismo sia morto nel '45, piuttosto che continuare a governare almeno in parte il nostro paese.Voglio solamente aggiungere, sottovoce, che mi sento di apprezzare certi aspetti del carattere dei militanti di estrema destra, come il coraggio di essere se stessi, nel bene e nel male, la forza di vivere continuamente braccati, la coerenza degli ideali, la forza di tenere la testa alta; per contro, ovviamente, apprezzo poco tutti i numerosi aspetti negativi che gia' sappiamo e che gia' ho citato. Io resto sempre concorde con J. D. Salinger che ne "Il Giovane Holden" scriveva: Cio' che distingue l'uomo immaturo e' che vuole morire nobilmente per una causa, mentre cio' che distingue l'uomo maturo e' che vuole umilmente vivere per essa.Ma, d'altre parte, lui era solo uno "sporco ebreo"...sberla54.




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LINKS.Home Page Film: http://www.nazirock.it/

su IMDBHome Page Legittima Offesa: http://www.legittimaoffesa.it/
Home Page Hobbit: http://www.hobbit1994.net/
Sito Ufficiale Forza Nuova http://www.forzanuova.org/

domenica 8 giugno 2008

Il caro-petrolio ci uccide, il Governo pure!

Comincio dalla bufalata del Ministro Frattini, il qual contrariamante a quanto stabilito nel protocollo di Kyoto ratificato dalla UE chiede a quest'ultima di prorogare il termine del 2020 entro il qual si dovrà consumare il 10% di biocarburanti sul totale.
Secondo Frattini è assurdo arrivare a tale obbiettivo entro il 2020, troppo presto, troppo alto il 10%!
Quell'uomo è allucinato alla grandissima! Con il petrolio a 140$ al barile previsto a 150$ entro il 4 luglio lui indica il nucleare come via per ridurre l'indipendenza dell'Italia dal petrolio!
Premesso che come annunciato dallo steso Berlusconi le centrali saranno pronte nel 2020 e saranno di terza generazione mentre tutti gli altri paesi l' avranno di quarta e che auto, moto, mezzi vari e centraline termiche per il riscaldamento e l'acqua calda non vanno ad uranio a plutonio, vorrei che ci spiegasse come faranno gli italiani a pagare il pieno di carburante all'auto, l'abbonamento ai mezzi pubblici e le bollette di luce e gas e riscaldamento che nel frattempo ovvero nei prossimi 12 anni saranno arrivati a livelli insostenibili!
Frattini si faccia furbo e invece di proteggere i petrolieri si ricordi le fonti da cui si possono produrre biocarburanti:
  • Rifiuti organici (i nostri avanzi a tavola)
  • Sfalci di potatura e tagli d'erba
  • Letame ed altri escrementi recuperabili anche dalle acque reflue
  • Cibi scaduti e non vendibili
  • Scarti di macellazione
  • Legno e carta

Ne consegue che se si pensasse di sfruttare meglio la raccolta differenziata e si oltre agli inceneritori si costruissero impianti per convertire i suddetti rifiuti in biocarburanti si potrebbe arrivare ben oltre il 10% e molto prima del 2020!

Ma il protezionismo ai petrolieri non finisce quà: c'è la robin tax che dovrebbe sostituire le accise che Berlusconi vorrebbe abolire. Strana cosa visto visto che il precedente Governo di cdx del 2001-2006 era contrario a questa misura ritenendola troppo onerosa è difficile da coprire finanziariamente. Come mai all'improvviso ci sarebbero questi soldi visto che negano l'esistenza del tesoretto? Semplice il tesoretto c'è e la tassa non sparisce ma cambia semplicemente nome!

Dunque gli italiani continueranno a pagare la tassa sui carburanti poichè petrolieri e fornitori energetici si rivarrano sul prezzo al consumo.

Sarebbe stato meglio limitarci a ridurre le accise, incentivare la creazione di pompe bianche (quelle senza logo dove costa tutto molto meno) e disincentivare quelle con logo che finanziano gadget e pubblicità variè aumentando i prezzi la consumo, e sarebbe utile prorogare gli incentivi per convertire la propria auto a metano o gpl! O magari incentivare le case costruttrici ad ampliare la gamma di auto bi-fuel (benzina+gpl) e ibride (con motore tradizionale assistito da uno elettrico).

Il metano ora costa mediamente 0.89 euro/kg e il gpl 0.69 euro/litro, quindi per ora sono molto economici e sarebbero un bel palliativo al posto di diesel e benzina.

Un ennesimo bluff di questo Governo: facendoci credere di risolvere un problema attua il protezionismo dei petrolieri e delle solite lobby!

Chiunque possegga una pompa bianca o ne conosce l'ubicazione è invitato a segnalarmela la via mail o lasciando un commento,farò una lista di questi distriubutori per aiutare gli italiani a risparmiare davvero!

Il bluff del Governo sui mutui

Quella che vi racconterò è la storia di un italiano qualunque che ad un certo punto decide di comprare casa per metter su famiglia o per trasferirsi, ecc.
Lo chiamaremo in modo del tutto fantasisoso Pincopallo.
E' il 1999, siamo appena entrati nell'euro è Pincopallo approfittando dei tassi molto bassi, riesce ad accendersi il mutuo per comprare casa: 100 000 euro da pagare in 20 anni al tasso variabile iniziale del 4%.
Deve pagare per ora circa 45 000 euro di interessi ma l'economia nel corso degli anni male e il tasso sale al 7% così si ritrova gli interessi a quota 75 000 euro al 2009 avendo saltato o ritardato delle rate deve alla banca ancora 30 000 euro!
Un certo Berlusconi ed il suo Governo stabiliscono che Pincopallo può allungarsi il mutuo al tasso del 2006: risultato Pincopallo in banca e allunga il mutuo di altri 5 anni la tasso del 6.5% circa.
Quindi pagherà i 30 000 più 4 875 euro circa di interessi sugli interessi: ed ecco il bluff : la banca guadagnerà altri 4 875 euro mentre il povero Pincopallo già tartassato si ritrova ad dover agonizzare per altri 5 anni e non guadagnerà un centesimo ..anzi!
Tutti gli italiani che hanno un mutuo, anche se con cifre e durate differenti. e sono in gravi difficoltà si ritroveranno come Pincopallo, pensando di poter respirare grazie a Berlusca in realtà sarà Berlusca con i suoi amici a guadagnare di più facendo finta di risolvere un problema nazionale.
Sarebbe stato sufficiente bloccare i tassi e fare delle detrazioni irpef come già avvenne con Prodi, ma il centro-destra non è felice se non specula su chi già muore di fame!


Aggiornamento del 02/10/2008
L' altro ieri sera a Ballarò un impiegato di banca ha confermato quento avevo postato qualche mese fà: Il Governo ha bluffato sui mutui. Guardate il video! http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,Ra...E133719,00.html

Decisonismo fasullo del Governo

Il Governo appare decisionista, forse lo è ma di certo è inefficace è flop. Ciò che però disturba seul serio è che questo decisionismo sembra un a senso unico e diretto a tentare di risolvere certi problemi e lasciarne irrisolti altri.
Si giù basso contro extracomunitari e chiaianesi ma non si altrettanto contro criminali italiani, mafiosi ( un bambino di 3 anni è in fin di vita in Calabria per un fallito attentato dell' n'drangheta), aziende che non rispettano le norme di sicurezza,chi evade le tasse, chi aggredisce vigili e agenti per una multa, ecc.
Non vi è lo stesso decisionismo nel risolvere i problemi economici, tentare di fermare la corsa del petrolio ecc.
C'è un fare sinistro che incute non poca preoccupazione e quel poco che si è un flop di facciata come la finta azione sulla sicurezza che non iniciderà per nulla e intaserà i tribunali aumentando i costi della giustizia, o la finta azione che sembra dar respiro agli italiani sui mutui ma invece ne prolunga l'agonia facendo guadagnare più soldi alle banche o ancora la robin tax ai petrolieri ma che in realtà pagheremo noi facendo il pieno di benzina...
Questo Governo si stà disinteressando totalmente dei nostri problemi e ci prende in giro: finta di risolverli ma in realtà li sfrutta per fare gli interessi di pochi soliti ricchi privilegiati!

Simoma Ventura Hard

Guardate questa foto:



Anche Simona Ventura si dà un pò all' Hard, in teoria lei non ne avrebbe bisogno ma non si sà mai, la cosa aiuta sempre.

Questa foto però è particolarmente audace poichè mostra la sue parti più intime. Ma sarà vera o un fake? Di certo in molti cliccherete sull'immagine e la copierete....

Viene anche un altro sopetto: pare una foto da dietro le quinte e quindi potrebbe essere stata rubata e diffusa da qualche suo collaboratore: che ne pensate? O l'avrà fata semplicmente per gioco?

lunedì 2 giugno 2008

Copertura ICI e Straordinari, si taglia ai poveri per dare ai ricchi!

Articolo de "Il Sole 24 Ore"
Ici e straordinari: tagli a Solidarietà, Viminale
e Giustizia

ROMA Poco più di 2,6 miliardi, per
finanziare l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli
straordinari e dei premi legati alla produttività, secondo quanto deciso dal
Consiglio dei ministri mercoledì scorso a Napoli. Il testo del decreto legge
ancora non è stato diffuso in via ufficiale, ma si definisce il dettaglio delle
coperture. In linea con quanto annunciato dal ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, i tagli riguardano sia il Bilancio dello Stato 2008 sia alcune misure
di spese inserite nel decreto «milleproroghe», l'ultimo veicolo normativo della
scorsa legislatura. Confermata nel testo la norma che sospende il potere delle
Regioni e degli enti locali di «deliberare aumenti dei tributi, delle
addizionali e delle aliquote». Il tutto «in funzione dell'attuazione del
federalismo fiscale». Vengono meno 1,63 miliardi stanziati dal governo Prodi per
le opere infrastrutturali e stradali di Sicilia e Calabria. «Un colpo pesante
inferto alla Sicilia», secondo il capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, e
che Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, definisce «un'inezia,
poiché quel capitolo di spesa sarà reintegrato». I tagli, a valere sui fondi del
ministero dell'Economia (sia di parte corrente che in conto capitale) ammontano
a 245 milioni, e il totale dell'operazione sul Bilancio 2008 è pari a 1,3
miliardi: riguarda sostanzialmente la "missione" infrastrutture pubbliche e
logistica, sistemi stradali e autostradali. Risorse finanziarie che riguardano
gli impegni assunti da Fintecna per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di
Messina. Il decreto – stando alla bozza circolata ieri, composta di 5 articoli –
prevede che possano essere rimodulate tra i programmi «le dotazioni finanziarie
di ciascuna missione di spesa», con l'eccezione di quelle di natura
obbligatoria, «per le spese in annualità e a pagamento differito». Le variazioni
tra le spese di funzionamento e quelle per interventi «sono consentite entro un
massimo del 10% delle risorse stanziate per tali finalità nell'ambito del
programma interessato dalla riduzione». I fondi che si liberano dalle
Infrastrutture confluiscono nel «Fondo per interventi strutturali di politica
economica». Quanto ai 170 milioni di tagli di parte corrente, a farne le spese è
il ministero della Solidarietà sociale (60 milioni), quello dell'Interno (33
milioni), della Salute e della Giustizia (20 milioni ciascuno), dell'Economia (6
milioni) e i Beni Culturali (5 milioni). Il resto della copertura proviene da
una molteplicità di microinterventi sulla Finanziaria e sul «milleproroghe», dai
sostegni alla produzione e distribuzione di opere cinematografiche al riordino
degli uffici italiani all'estero, per finire con le agevolazioni ai contribuenti
colpiti dal sisma del 2002, l' Osservatorio nazionale sulle politiche del
trasporto pubblico locale, le produzioni agricole danneggiate da organismi
nocivi, la «piena operatività» degli incentivi alle imprese di autotrasporto, e
il Fondo ambientale cui è stato attribuito il compito di ridurre le emissioni di
anidride carbonica e migliorare la qualità dell'aria. Saltano anche il Fondo per
l'inclusione sociale degli immigrati (50 milioni nel 2008) e le risorse (55
milioni per ciascun anno del triennio) per lo svolgimento di attività
socialmente utili. Via anche l'autorizzazione di spesa relativa alla quota
destinata allo Stato dell'otto per mille dell'Irpef. E il senatore del Pd,
Achille Passoni, aggiunge all'elenco anche i tagli operati all'Isfol, «che
comporterebbero la mancata stabilizzazione di 290 lavoratori impegnati nei
progetti del Fondo sociale europeo». «Il decreto – osserva Fabio Sturani, vice
presidente dell'Anci – appare diverso da quello concordato con i Comuni». Il
problema principale è nella modalità di erogazione delle somme compensative
promesse ai sindaci per effetto del taglio dell'Ici (che il decreto cifra in 2,5
miliardi), sulle quali l'Anci chiede certezza. Nel mirino, in attesa del
provvedimento sul federalismo fiscale, è la decisione stessa dell'Esecutivo di
«bloccare 'autonomia impositiva dei Comuni».LE COPERTURE1,6 miliardi
Infrastrutture in Sicilia e Calabria Saltano gli impegni assunti da Fintecna per
la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina 170 milioni Tagli di parte
corrente Ne fanno le spese il ministero della Solidarietà sociale (60 milioni),
Interno (33), Salute e Giustizia (20 ciascuno), Economia (6) e Beni culturali
(5) 950 milioni Risorse dalla manovra 2008 Prevista, tra l'altro, la riduzione
per 113 milioni di euro all'Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto
pubblico locale 50 milioni Produzioni agricole Saltano le risorse a favore delle
produzioni agricole danneggiate da organismi nocivi 77 milioni Incentivi
all'autotrasporto Il taglio riguarda ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010
destinati alla piena operatività degli incentivi alle imprese di autotrasporto
50 milioni Eliminato il fondo ambientale Aveva lo lo scopo di ridurre le
emissioni di anidride carbonica Stessa cifra dall'abolizione del fondo
inclusione sociale degli immigrati 60 milioni Otto per mille Via
l'autorizzazione di spesa relativamente alla quota destinata allo Stato
dell'otto per mille dell'Irpef
Martedí 27 Maggio 2008



Come si evince sa suddetto articolo per tagliare l'ICI e detassare gli straordinari, si tolgono i soldi là dove sono decisamente dispensabili: si è deciso che per rispermiare soldi sulla casa si può evitare di costrurire strade e ferrovie al sud, si può evitare di controllare gli immigrati a scapito della sicurezza, si può evitare di dare la possibilità alle aziende di trasporto pubblico di acquistare nuovi autobus magari adatti ai disabili, si può tagliare la giustizia già allo sfascio e la solidarietà sociale ovvero gli assegni per il sostentamento dei più disagiati.
Sinceramente avessi una casa di proprietà all'idea di risparmia 500 merdosissimi euro di ICI a scapito di stà peggio me mi farei schifo!
Forse sarebbe meglio rinunciare a questo taglio che togliere ilo pane di bocca agli altri, considerato che un taglio all'ICI dei poveri l'aveva dato già Prodi e che ora si taglia l'ICI anche ai ricchi nonostante l'esclusione dal provvedimento delle categoria catastali A1, A8 e A9 saranno sopratutto i benestanti a beneficiarne!

laovoro gazzetta del mezzogiorno

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