lunedì 9 giugno 2008

NaziRock e Camicie Verdi...due film da vedere assolutamente!


Nazirock [2008]Regia di Claudio LazzaroNaziRock e' un film-documentario di Claudio Lazzaro che sta facendo molto parlare di se' per le minacce di denuncia ricevute da Forza Nuova, che ne impediscono di fatto l'uscita nelle sale cinematografiche. Per questo motivo si stanno moltiplicando le proiezioni "autonome", nelle facolta' universitarie, nei centri sociali ed in altri luoghi d'informazione e di ritrovo.Il regista, gia' autore di Camicie Verdi: Bruciare Il Tricolore, che cerca di far luce sul vero volto della Lega Nord, ci propone un lungometraggio sul neo-nazifascismo in Italia, imperniato sulla scena musicale che sta alle sue spalle.Vengono mostrate, soprattutto, le giornate del Campo D'Azione, annuale manifestazione di pochi giorni, nella quale i principali movimenti di estrema destra si ritrovano per discutere dei propri ideali, raccontarsi aneddoti di militanza, assistere ai concerti ma anche cimentarsi in prove da "veri uomini", come la piu' classica delle gare a braccio di ferro.Anticipo subito che NaziRock non racconta nulla di incredibilmente inaspettato, almeno agli occhi di quelli come me (e noi), abituati a conoscere gli estremismi di entrambi i lati: semplicemente ci fa notare che i fascisti di oggi sono veramente fascisti. Credono in cio' in cui credevano i loro "predecessori", professano spesso la stessa violenta azione diretta, rinnegano certi pezzi della storia recente a loro non proprio favorevoli, inneggiano alla lotta razziale e glorificano le scazzottate, l'ideale del superuomo tutto muscoli e coraggio ed ovviamente la guerra, nazionale quanto privata. Niente di nuovo, appunto. Claudio Lazzaro ha, pero', il grosso merito di portare tutto questo agli occhi di un pubblico piu' vasto, che spesso e volentieri non vuole credere che esistano ancora certe figure politico-sociali o si ostina a sostenere che siano dei semplici nostalgici, dei "simpaticoni", dei crapuloni contenti amanti delle esagerazioni da italietta, delle copie sbiadite di quei nazifascisti veri che siamo abituati a vedere nei documentari. Delle armi caricate a salve, insomma, il che non rispecchia granche' la realta' dei fatti.Si assiste, certe volte allibiti, altre divertiti ed altre ancora sinceramente preoccupati, a ragazzi che raccontano con gioia ed orgoglio le botte date "all'arabo del cazzo" di turno, che negano l'olocausto e la deportazione degli ebrei, saltellano fra le varie etichette sociali per proporre quella piu' digeribile ("Non siamo naziskin [...] ci definiamo skinhead nazionalsocialisti") e che elogiano le doti di statista di Adolf Hitler e del caro Benito Mussolini. Il tutto condito praticamente sempre da una decisa componente cattolica, come quando si arriva a parlare, ad esempio, di "Dio che vince contro Satana", del "Bene che vince contro il male" o degli infedeli di tutte le altre religioni che "Sporcano le nostre strade [...] rovinano la nostra identita' e la nostra cultura".Particolarmente impressionante, tra gli altri, il fervente intervento di Andrea Insabato, che nel 2000 mise una bomba davanti alla redazione del Manifesto e che da allora ne porta i segni sul corpo, in parte menomato dall'esplosione. Nessun rimpianto e nessun passo indietro, neppure in questo caso, seppure il gesto che gli e' costato l'infermita' possa risultare, almeno ai miei occhi, un po' puerile.In NaziRock viene fatta, inoltre, dell'importante informazione su quelli che sono i principali esponenti politici di queste ideologie: Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, Alessandra Mussolini, di Azione Sociale, Luca Romagnoli, segretario di Fiamma Tricolore, la vecchia guardia Pino Rauti di Ordine Nuovo, ma anche personaggi collaterali come Maurizio Rossi di Edizioni Di AR. Tutta gente (o quasi) con un passato caratterizzato dalla militanza in gruppi armati di estrema destra, processi per strage, fughe ventennali all'estero, vari reati piu' o meno comuni, come la bancarotta fraudolenta o lo sfruttamento del lavoro minorile (queste ultime sono pane piu' che altro di Giuseppe Ciarrapico che nel documentario non compare), oltre che con un presente all'insegna del revisionismo storico. Il tutto, peraltro, dichiarato alla luce del sole, con arroganza e senza ombra di pentimento, col braccio sempre teso a salutar romanamente. Si tratta di informazioni da tenere bene a mente, considerando che si tratta di fazioni importanti ed onnipresenti negli ultimi governi di centro-destra di Silvio Berlusconi e considerando anche l'isterico chiocciare che si fa ogni qual volta che un ex-terrorista di sinistra si permette di parlare in pubblico o si vede affidare qualche piccolo ruolo istituzionale; quantomeno bisognerebbe, per coerenza e onesta' morale, agitarsi come chierichetti sotto LSD anche per quest'altra gente qui, che ricopre ruoli ben piu' importanti.Ritornando al filo conduttore musicale, che e' un intrigante nuovo modo di analizzare la questione, nel documentario ritroviamo il gruppo "rock nazionalista" (cosi' si autodefiniscono) degli Hobbit ed il famoso gruppo streetpunk RAC (o Oi! o skinhead88, chiamatelo come vi pare) dei Legittima Offesa di Bologna. Claudio Lazzaro ci mostra alcune interviste, sincere e dirette, realizzate in confidenza con i gruppi, ed anche parecchi spezzoni di concerti, decisamente impressionanti. Soffermandomi un attimo sul punto di vista prettamente musicale, i Legittima Offesa, pur professando le solite idee diametralmente opposte alle mie (ma che in certi sporadici casi si possono assomigliare), se la suonano di brutto, facendo valere la fama di gruppo di spicco della scena Oi! in generale; gli Hobbit, invece, mi hanno lasciato abbastanza perplesso (a voler essere diplomatico), proponendo un qualcosa che sembra l'alternativa di destra ai Modena City Ramblers, pero' suonata e cantata molto peggio.Ad ogni modo, un altro aspetto veramente molto interessante che emerge dalla visione di NaziRock e' quello dei molteplici punti di somiglianza (non voglio dire "di incontro") tra i "nostri" due movimenti, quello di estrema sinistra e quello di estrema destra: l'odio verso la Polizia e le forze dell'ordine, l'orgoglio delle proprie idee anche se osteggiate e talvolta criminalizzate dalla maggioranza dell'opinione pubblica, la diffidenza verso le fonti informative ufficiali (nel loro caso, pero', anche in ambito storico), l'anti-americanismo, il diritto universale alla casa, il ricorso alla musica come mezzo di espressione umana e politica, il tentativo di creare una "scena" che tenga unito il movimento. Incredibilmente, nel lungometraggio compare anche una cover di "Frana La Curva" degli Erode, storico gruppo Oi! di frangia diametralmente opposta (chiamateli RedSkin, RASH o come vi arrapa di piu'), autori anche di pezzi come "Stalingrado", "Banditi", "Affankulo" ed "Orgoglio Proletario"; il pezzo e' eseguito dai gia' citati Hobbit, anche se, a mio avviso, in maniera musicalmente orrida (se gli Erode fossero morti credo che si rivolterebbero nella tomba). Il punto, comunque, e' che risulta veramente strano ed assurdo ritrovare la stessa canzone in due ambiti cosi' diversi.A fine visione sono chiari, ovviamente, anche i punti di netta differenza fra i movimenti, parzialmente gia' citati: il costante incitamento alla violenza per qualsiasi fine (anche se qualcuno lo nega), la convinzione di appartenere alla razza ed alla cultura superiore, il revisionismo storico, fino alla negazione dell'olocausto, il forte desiderio di appartenere a qualcosa (al "branco" potrei scrivere, se volessi essere televisivo), il mito del superuomo, macho e vecchia maniera, la grande importanza che viene data all'orgoglio ed all'onore, concetti che vengono estesi, pero', forse in un po' troppi ambiti. Concludendo, NaziRock e' sicuramente un documentario atipico, "nuovo", vuoi per il taglio musicale su cui e' interamente improntato, vuoi per gli argomenti che cerca di portare alla luce, con schiettezza e sincerita', per una buona volta. Rimane il rammarico per Claudio Lazzaro, che sperava di aver dato vita ad un primo punto d'incontro per aprire un dialogo fra l'estremismo di destra ed il resto del mondo ma si e' visto invece censurare il film perche', secondo le accuse di Forza Nuova, "montato ad arte per screditare il movimento". Come sempre e forse piu' del solito si tratta di un documento da vedere e soprattutto da far vedere, in particolar modo ai "grandi", che si ostinano a credere che il fascismo sia morto nel '45, piuttosto che continuare a governare almeno in parte il nostro paese.Voglio solamente aggiungere, sottovoce, che mi sento di apprezzare certi aspetti del carattere dei militanti di estrema destra, come il coraggio di essere se stessi, nel bene e nel male, la forza di vivere continuamente braccati, la coerenza degli ideali, la forza di tenere la testa alta; per contro, ovviamente, apprezzo poco tutti i numerosi aspetti negativi che gia' sappiamo e che gia' ho citato. Io resto sempre concorde con J. D. Salinger che ne "Il Giovane Holden" scriveva: Cio' che distingue l'uomo immaturo e' che vuole morire nobilmente per una causa, mentre cio' che distingue l'uomo maturo e' che vuole umilmente vivere per essa.Ma, d'altre parte, lui era solo uno "sporco ebreo"...sberla54.




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LINKS.Home Page Film: http://www.nazirock.it/

su IMDBHome Page Legittima Offesa: http://www.legittimaoffesa.it/
Home Page Hobbit: http://www.hobbit1994.net/
Sito Ufficiale Forza Nuova http://www.forzanuova.org/

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