domenica 17 giugno 2012

Allarme GdF su truffa telefonica in atto! Leggete la comunucazione


Non è la prima volta che mi ritrovo questo allarme su Facebook per cui fatelo girare. Il prefisso è della provincia di Asti. Come potete vedere il comunica è originale delle fiamme gialle.


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mercoledì 13 giugno 2012

Mauro Moretti minaccia l' interruzione del servizio treni regionali Ci prende in giro e ci cascano tutti come allocchi. Comprese la assoconsumatori

L' Ad di Trenitalia Mauro Moretti ha dichiarato  “Nel 2013 se non ci saranno soldi a bilancio non faremo il servizio regionale” ed ha aggiunto “Non so cosa farà l’Authority, l’unica cosa che potremo fare noi sarà interrompere il servizio. Magari verremo denunciati per interruzione di servizio, ma poi vedremo come andrà a finire” . Ha poi snocciolato paragoni con i servizi regionali del resto d' Europa e con i bus:  I “ricavi per passeggero/chilometro in Italia sono di 10,8 centesimi di euro contro i 17,2 centesimi del trasporto su gomma”. In Germania e in Francia i rispettivi ricavi sono di 20 e 22 centesimi per passeggero/chilometro. Altro discorso per l’Inghilterra, dove i ricavi variano dai 33 ai 42 centesimi.
E le reazioni sono state le più scontate che si potessero avere. Per il Codacons “se Moretti si interessasse un po’ meno dei Frecciarossa e un po’ di più dei treni dei pendolari, troverebbe come finanziare il servizio universale senza bisogno di fare proclami e lanciare minacce”. Federconsumatori e Adusbef commentano: “il servizio regionale rappresenta il 90% del trasporto ferroviario e viene utilizzato dalla stragrande maggioranza dei pendolari italiani. Ci aspetteremmo quindi che, in mancanza di fondi, non si bloccasse il trasporto regionale ma si rassegnassero le dimissioni da parte dell’intero gruppo dirigente delle Ferrovie dello Stato” ed infine la risposta del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera: “Ci stiamo occupando più che abbastanza del trasporto pubblico locale". Come dire che si potrebbe mandare a quel paese tutto quanto.
Ma nessuno ha capito che Moretti come al solito dimostra di non capire un fico secco di trasporto ferroviario e chi gli ha replicato di capirne ancora meno. Ma andiamo con ordine: 20 o più centesimi a km passeggero in Italia sono improponibili per due motivi: gli stipendi degli italiano sono molto più bassi del resto d' europa e 20 centesimi significa una tariffa da Frecciarossa in seconda classe. Inoltre se analizziamo le tariffe commerciali Trenitalia notiamo che variano fr i 10 e 20 centesimi di euro per Km/passeggero.

Il secondo motivo è la cattiva distribuzione dei soldi delle regioni. E' ora di fare i bilanci per singola linea e capire che non è necessario sovvenzionare tutte le linee regionali e tutti treni allo stesso modo. I treni delle principali linee hanno più passeggeri e vanno sovvenzionati meno, anzi nelle ore di punta non andrebbero sovvenzionati affatto considerato che viaggiano stracolmi e quindi si ripagano da sè. Bisogna smetterla con la rigida equzione regionale=pendolare/studente; esistono i viaggiatori casuali che pagano il biglietto intero e bisogna aumentarli sottraendoli alla gomma. Sarebbe il caso di imitare e incentivare iniziative come il Lombardia Exress di Trenord che collega Milano a Varese e Bergamo in tempi rapidi alla tariffa fissa di €12. 
Inoltre pendolari e studenti oltre a non essere la maggioranza assoluta degli utenti (ma solo relativa) sono abbonati e fanno calare i ricavi. Forse bisognerebbe sperimentare la sovvenzione dei soli abbonamenti (o principalmente degli abbonamenti) e lasciare a commercio le tariffe dei singoli biglietti pur ponendo tetti ragionevoli ai prezzi dei biglietti. Si passi all' equazione regionale=collettore traffico medio lunga percorrenza ed appendice dello stesso. Si consideri il sistema di trasporto pubblico u gomma (bus e simili) come complementare e non sostitutivo del ferro. Aboliamo i bus sulle stesse tratte dei treni e investiamo nel tram-treno, ecc. A questo proposito vi rimando alla lettura del mio precedente articolo Salviamo e Rilanciamo le ferrovie Piemontesi

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L' Omofobia c'è ma non condanniamo Cassano e non assolviamo Cecchi Paone.



E' esplosa una polemica assurda dopo la replica di Cassano ( "Se penso quello che dico sai che cosa viene fuori... mi auguro che non ci siano veramente froci in Nazionale") alle parole del conduttore tv Alessandro Cecchi Paone che alla presentazione del suo libro ha detto "Nella nazionale di Prandelli ci sono sicuramente due omosessuali, un bisessuale e tre metrosexual. Il resto sono sani etero sessuali, simpaticamente e normalmente rozzi" e successivamente il conduttore ha aggiunto di essere stato con uno degli azzurri.
L' Omofobia c'è ma non condanniamo Cassano e non assolviamo Cecchi Paone. Quest' ultimo ha sbagliato tempi e modi per lanciare il sasso nello stagno. Non può entrare così a gamba tesa in una nazionale già provata dall' ennesima calciopoli male amministrata dai PM che inopportunamente e irrispettosamente verso la nazionale effettuano arresti inutili (vista le tenuità dei reati) nonchè sintomo di insicurezza dei PM (serve solo a capire le mosse della difesa) e che potevano essere anticipati di mesi o rinviati a dopo Euro2012. Una nazionale data per sicura perdente contro la Spagna contro la quale ha invece strappato un pareggio che poteva essere vittoria. I giocatori hanno bisogno di serenità per affrontare l' europeo e non di angoscia verso un verso un certo gossip che senza nomi additerebbe tutta la nazionale come gay mettendola alla berlina in nome del dio danaro. Anche se nell' essere gay non vi è nulla di male, l' omofobia c'è ed essere additati come gay peggio ancora se solo per un sospetto, comporta il dover subire una discriminazione, una sorta di diffamazione dalla quale è legittimo difendersi.  Il comportamento di Cecchi Paone rischia di destabilizzare la nazionale, legittima e comprensibile anche se scomposta e forse sbagliata la reazione di Cassano. Sono d' accordo con l' ex portiere azzurro Stefano Tacconi che sostiene debba essere Paone a scusarsi con la federazione non Antonio Cassano. 

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venerdì 8 giugno 2012

Salviamo e Rilanciamo le ferrovie Piemontesi




A seguito della decisone della Regione Piemonte di chiudere 12 linee ferroviarie regionali o inviato all' assessore ai trasporti una lettera-petizione con dei suggerimenti per rilanciare il trasporto ferroviario in Piemonte. Aderite numerosi anche da altre regioni. Ecco il testo.

All' attenzione
dell' Assessore ai Trasporti Reg. Piemonte
Barbara Bonino
 Gentilissima assessore,
                                           mi permetto di scriverle perchè recentemente ho letto articoli di stampa in base al quale si percepisce uno sfascio totale delle ferrovie piemontesi dovuta all' ostinazione della sua giunta di volere a tutti i costi Trenitalia come vettore e a non avere altri interessi oltre l' inutile Tav. Inutile perchè tutti gli studi economici indicano un costo eccessivo ed abbondantemente superiore ai ricavi quindi un opera con un elevato rischio di margine negativo o in ogni caso con pedaggi esosi e non competitivi. Si consideri inoltre che la maggior parte del corrdoio 5 non sarà AV ma solo AC come il caso delle tratta ungherese, di quella croata e come deciso recentemente dal governo portoghese la Lisbona-Madrid. Perchè noi dovremmo essere gli unici o quasi a fare una tratta ad Alta Velocità.
Sarebbe più utile a mio avviso rilanciare un vecchio progetto degli anni '90 alternativo alla Tav che prevedeva alcune rettifiche alla linea storica con velocità di percorrenza elevata a 220Km/h quindi adatta agli attuali ETR600/463 Frecciargento.  
In ogni caso a prescindere dal progetto messo in cantiere non un Tir verrebbe smosso se contemporaneamente si raddoppia il tunnel autostradale del Frejus e non si attuano politiche atte contingentare il traffico su ferro invece che su gomma come accaduto nella vicina Svizzere dalla avremmo solo da imparare.
Ma come dicevo le ferrovie piemontesi non sono solo tav: ho appreso che avete bloccato i fondi per il raddoppio della Torino-Pinerolo, un atto disdicevole e che mi auguro venga ripensato. Oggi più che mai e volendo essere in linea con la UE occorre sostenere il progetto del Sistema Ferroviario Metropolitano di Torino ed accellerarlo per uscire dalla crisi. Molti studi economici indicano un buon trasporto pubblico come fattore principare della crescita del Pil.
Infine il colpo di grazia lo avete dato con la delibera che sancisce la chiusura di ben 12 linee ferroviare locali. Trovo che sia un atto vergognoso. Bisognerebbe fare come in altre regioni è creare una impresa che gestisse queste linee in concessione. Potrebbe essere ad esempio la GTT o una nuova impresa con a capo la GTT.
Suggerisco eliminare ovunque la concorrenza su gomma, estendendo quindi a tutte le linee l' esperimento della Vercelli-Casale e della Varallo Sesia-Novara. Per non danneggiare i vettori su gomma questi potrebbero entrare nella nuova società che opererebbe su ferro al posto di Trenitalia.
I treni di queste linee andrebbero gestiti con orari cadenzati in coincidenza con i treni della Torino-Milano, Novara-Domodossola, Torino-Genova, Torino-Savona, Torino-Piacenza e Genova-Milano.
Ci vorrebbero infine una serie di accorgimenti come prolungare fino a Torino Stura i treni della Asti-Chivasso, a Cavallermaggiore quelli della Alessandria-Castagnole e a Carmagnola quelli della Asti-Alba facedo un tutt' uno con la Bra-Carmagnola.
Si potrebbero deviare sulla Savigliano-Saluzzo-Cuneo (magari elettrificandola) i regionali Torino-Cuneo estendendoli a Limone Piemonte. Per non scoprire Fossano i regionali Cuneo-Fossano vv, verrebbero estesi a Savigliano. Sempre su Savigliano andrebbero estesi i treni della Ceva-Ormea con fermate in tutte le stazioni alleggerendo i regionali veloci Torino-Savona. Si potrebbe altresì inserire il tutto in anello di collegamento con la Liguria del tipo Torino-Savigliano-Saluzzo-Cuneo-Ventimiglia-Savona-Fossano-Torino. I treni della Cuneo-Mondovì potrebbero essere estesi a Savona con fermate in tutte le stazioni.
I treni della Alessandria-Ovada potrebbero essere estesi verso Genova Borzoli-Voltri. Sarebbe utile sia ai pendolari che ai turisti balneari. La Novi-Tortona andrebbe gestita come Arquata S.- Voghera
 (linea lenta) consentendo agli abitanti del tratto Arquata-Tortona di raggiungere Torino, Milano, Genova e Piacenza con un solo cambio anzichè due. La linea Casale- Vercelli la accorperei in una Asti-Casale-Mortara e la Asti-Mortara la sostituirei con una relazione Casale-Mortara-Pavia.
La Varallo Sesia-Novara la estenderei almeno a Rho Fiera o Milano Certosa o in alternativa e in accordo con la Lombardia la farei diventare estensione della linea S Novara-Milano. Infine la Santhià-Arona la gestirei in estensione a Torino migliorando il collegamento del capoluogo con Domodossola e Svizzera non obbligando più i torinesi ad allungare fino a Novara o Milano. 
Tutto ciò appare costoso ma in realtà sarebbe tutto coperto dal taglio delle linee su gomma nelle tratte interessate (estensioni incluse) e altri fondi arriverebbero dalla revisione del progetto Tav e dal non raddoppio del Frejus.
Certo di aver fatto cosa gradita la ringrazio per l' attenzione e porgo i miei più Cordiali Saluti.


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