mercoledì 20 agosto 2014

Chi l’ha Visto mentì su Elisa Claps?


 


Chi l’ha Visto mentì su Elisa Claps o almeno così sembrerebbe da alcuni atti relativi all’ inchiesta Toghe Lucane condotta in origine dal Pm de Magistris a Catanzaro poi avocata dalla procura di Salerno. In particolare di che atti parliamo? Della richiesta di archiviazione presentata dal Pm Gabriella Nuzzi di Salerno e della successivo accoglimento del Gip Maria Teresa Belmonte. Di questi atti sono venuto a conoscenza solo ora.

Ma cos’ era Toghe Lucane? L’ inchiesta nasce nel 2003 da una denuncia del Giornalista de “Il Resto” di Matera Nicola Picenna e nel 2005 del direttore generale dell’ASL 1 di Venosa (PZ) dr. Giuseppe Panio, riguardanti irregolarità in alcuni procedimenti penali presso la Procura di Potenza. In particolare i due dogliavano la mancata astensione della Dott.ssa Felicia Genevose dal procedimento cosidetto Silletti in cui era coinvolto Michele Silletti, titolare del più importante centro fisioterapico di Potenza e concorrente l’ altro centro Camillo Genovese di proprietà della suddetta Pm e del marito Michele Cannizzaro e tal proposito i denuncianti ritenevano che la sua posizione di amministratore di suddetto centro fosse in conflitto di interessi con la nomina dello stesso Cannizzaro a direttore dell’ Ospedale San Camillo di Potenza, a scapito del Panio, da parte di una giunta peraltro indagata per questioni di bilancio dalla Procura di Potenza e in particolare la stessa Genevose che avrebbe archiviato alcune posizioni in cambio di suddetta nomina. Sempre nel 2005 il Procuratore Generale di Potenza dr. Tufano invia una segnalazione sulla Genovese alla procura di Catanzaro con annessa segnalazione della stessa Pm che accusava il Panio di Calunnia. Nel 2007 alcuni magistrati Potentini rifersiscono come persone informate dei fatti. Essi sono i Gip Pavese e Monemurro e i Pm Iannuzzi e Woodcock. L’inchiesta si allarga anche ai caso dei brogli di Scanzano Jonico e alla gestione del Pentito Cappiello in relazione ai casi degli omicidi Ginfredi/Santarsiero e Elisa Claps. Esplodono una serie di denuncie da parte del PG Tufano, della Pm Genovese, del Capo della Squadra Mobile di Potenza Luisa Fasano, dell’ avv. Senatore Buccico in realzione ad alcuni articoli di stampa che preannunciavano perquisizioni ed altri provvedimenti attingenti gli stessi denuncianti.  Essi sostenevano che vi fosse un complotto per delegittimare ed allontanare da Potenza Tufano e la Genovese e da Matera il PG Chieco nonché impedire al senatore Buccico di diventare sindaco di Matera, carica per cui era candidato. Il processo viene trasferito a Salerno e finiscono sotto inchiesta il PM De Magistris, i magistrati potentini che a lui riferirono, il comandante dei Carabinieri di Policoro Pasquale Zacheo ed alcuni giornalisti fra i quali lo stesso Picenna, Gianloreto Carbone di Chi l’ ha Visto, Papaleo Stefania e Fabio Amendolara de Il Quotidiano della Basilicata, Carlo Vulpio e Carlo Macrì del Corriere della Sera ed altri. In effetti un complotto o meglio una strategia mediatica almeno da parte del Zacheo e dei giornalisti forse esisteva ma non era reato e le intercettazioni della procura di Matera per il Gip di Salerno non erano utilizzabili in quanto la norma vieta l’uso delle stesse per accertare i reati contro la Pubblica Amministrazione di un magistrato (De Magistris ndr). Nel medesimo procedimento viene posta all’ attenzione degli inquirenti anche la frequentazione amichevole fra Woodcock che all’epoca era alle prese con i noti casi Vallettopoli e Savoiagate e Federica Sciarelli conduttrice di Chi l’ha visto che si uccupava del caso Claps.

Per quanto attiene al caso Claps nella richiesta di archiviazione del Pm di Salerno si riporta in sintesi quanto segue. Elisa Claps come noto scompare il 12 settembre 1993 e ed ancora ufficialmente una ragazza scomparsa nel 2008 quando si conclude l’ inchiesta Toghe Lucane. All’ epoca a Potenza vennero iscritte nel registro degli indagati quattro persone: Danilo Restivo, Eris Gega, Eliana de Cillis e Francesco Urciuoli per i reati in concorso fra di loro di omicidio volontario, violenza sessuale e occultamento di cadavere. I primi due vengono anche arrestati ma mentre a fine inchiesta il Gega e gli altri due vengono prosciolti, il Restivo viene rinviato a giudizio per false dichiarazioni al Pm, condannato a 8 mesi in primo grado, la condanna è quadruplicata in appello con sentenza passata in giudicato a 2 anni e 8 mesi per volere della Pm Genovese. Esce nel 1997 e vingono riaperte le indagini nei confronti di tutti e quattro per gli stessi reati. Nel frattempo la De Cillis è sotto processo per aver testimoniato il falso nel processo Restivo. Assolta in primo grado, condannata in appello e riassolta definitivamente per un criterio di non punibilità in Cassazione. Il procedimento viene archiviato nel 1999 ma subito riaperto a carico del solo Restivo per effetto di una denuncia di Gildo Claps che sosteneva e non a torto di aver ricevuto una mail inviata al sito dedicato alla scomparsa della sorella e proveniente da un internet point di Potenza denominato Tati Club. Nella mail si sosteneva che la ragazza fosse in vita e in Brasile. Si riteneva un depistaggio di Restivo e le indagini lo confermarono. Nel corso della stessa inchiesta la squadra mobile invia alla procura una informativa dove si sosteneva che Restivo dopo essere uscito dal carcere la famiglia lo fece trasferire a Torino, poi a Rimini, poi a Trapani, infine di nuovo a Potenza. Nel medesimo periodo in pentito Gennaro Cappiello inizia ad accusare Michele Cannizzaro marito della Genovese di essere ii mandante del duplice omicidio di stampo mafioso Gianfredi/Santarsiero avvenuto nel 1997 e di aver ricevuto una tangente di 100 milioni di vecchie lire da Maurizio Restivo genitore di Danilo per fare pressioni sulla Genovese affinchè non accussasse il figlio di omicidio. Il procedimento viene quindi trasferito a Salerno che ha la competenza sui reati dei magistrati potentini che nel 2001 archivia per mancanza di prove sia contro Restivo che contro la Genovese. Il ragazzo quindi nel 2000 si trasferisce definitivamente a Bournemonth in Inghilterra dove a partire dal 2002 viene indagato per l’ omicidio di una sarta sua vicina di casa. Nel 2004 quindi a Salerno viene riaperto il caso e archiviato come sopra nel 2006. La Genovese viene ritenuta definitivamente prosciolta e Cappiello processato per calunnia. Il resto del caso è storia nota tranne per quello che riguarda la discussione Quanti dubbi su Elisa Claps sul sito Popolodellarete.it.

A questo punto possiamo parlare della trasmissione Chi l’ ha Visto e riferire innanzitutto che pur parlando della suddetta mail già nel 1999 non informò il pubblico di succitata informativa almeno fino al 2008 quando un tizio comparso su suddetto sito alla fine del 2007 con il pseudonimo Erice iniziò a riferire i contenuti dell’ informativa. A questo punto la trasmissione inizia a ricalcare le rivelazioni di questo Erice e sostiene (ma solo nel 2010 quando ne rivela l’ esistenza) che l’ informativa risale al 1993. Riferisce da subito invece che la Dia di Torino abbia aperto un inchiesta su Restivo e che abbia continuato a tagliare ciocche di capelli anche lì. Ma mentre è in onda la puntata in cui viene affermata la sussistenza di detta indagine, la Dr. Fasano capo della squadra mobile di Potenza è al telefono con un collega, tale Angeloni. La chiamata è intercettata dalla Procura di Catanzaro. E’ il 15 maggio 2007, Gildo Claps in TV sostiene di aver saputo dell’ indagine direttamente dalla Dia Torino. La Fasano sostiene invece, nella telefonata, di aver telefonato alla Dia Torino dalla quale smentiscono di avere indagato e dicono di non averne nemmeno l’ intenzione sostenendo di essere stati avvisati dal Questore di Potenza. La stessa si lamenta anche del fatto che in tv si dice che non si è mai più indagato sulla scomparsa di Elisa ma la verità è che gli inquirenti non ne hanno mai informato la famiglia. Vista la loro assidua presenza nei media temevano che potessero inquinare le prove rendendo pubbliche notizie coperte sa segreto investigativo. Nasce a questo punto una serie di interrogativi: Chi l’ ha Visto ha mentito? E se si perché? Come mai fra tutte le aree in cui è stato Restivo dopo la detenzione si concentrano su Torino? La risposta almeno a quest’ ultima domanda potrebbe risiedere proprio nella sussistenza di una strategia mediatica come detto in precedenza, ma non circoscritta solo a personaggi famosi ma allargata anche all’ autore della discussione Quanti dubbi su Elisa Claps. L’ autore apre tale discussione il 19 aprile 2007 con il nick micky1975,senza nascondere la sua vera identità e ignaro di quanto accadesse a Potenza. informò subito sia la redazione di detto programma tv che l’ associazione Penelope Italia ed in particolare Elisa Pozza Tasca che ha questo punto sanno anche che lo stesso è di Torino. Il 14 ottobre 2007 per effetto di una denuncia di Fabio Amendolara, il forum viene monitorato dalla Polizia Postale, subito dopo compaiono persone che depistano e attaccano i Claps, si saprà in seguito che trattasi di vari nick di Restivo. A distanza di pochi giorni e dopo un appello tv di Filomena Iemma, madre di Elisa, in cui rivela che il ragazzo non era potentino ma originario di Erice (TP) compare per l’appunto l’omonimo ed anonimo rivelatore di informazioni fino all’ epoca sconosciute al pubblico. Il 18 luglio 2009 rilascia anche un messaggio in cui predice l’ arresto di Restivo che avviene 8 mesi dopo per effetto del rinvenimento del cadavere di Elisa. Che sapesse ed abbia predetto la messa in scena di tale rinvenimento? Stà di fatto che due settimane dopo la scoperta ed esattamente il 29 marzo 2010, Chi l’ ha Visto insinua che micky 1975 sia un confidente di Restivo e sapesse dov’ era il cadavere di Elisa. In verità nel messaggio estrapolato dal forum si commentava la notizia in base alla quale la Procura di Salerno aveva disposto nel 2008 le ricerche del cadavere con il georadar sia alle scale mobili di Potenza che alla SS. Trinità. All’ epoca ebbero esito negativo ma il cadavere venne rinvenuto come noto proprio nella Chiesa nel 2010. Nel corso nel 2010 la trasmissione attribuisce in più occasioni anche il nick micky 1975 a Restivo pur sapendo dell’ infondatezza di tale asserzione. In seguito mentre Chi l’ ha Visto cala l’ attenzione, Amendolara approdato alla Gazzetta nel mezzogiorno continua l’ opera contro micky1975 che si difende come può, finanche a denunciarlo. Il giornalista infatti in un articolo del 19 gennaio 2001 insinua falsamente che micky1975 ha difeso Restivo, in uno successivo del 7 giugno 2011 arriva addirittura a dire che ha aperto il forum per aiutare Restivo a depistare. Ma perché tutto questo accade solo tre anni dopo Toghe Lucane quando ormai tutto è chiaro, compresa l’ estraneità ai fatti di micky1975? E chi è Erice? Perché i giornalisti non si interessano di lui e non rivelano i nomi di tutti i partecipanti al forum pur avendone certa conoscenza? Ad ogni modo ora il caso Toghe Lucane a Salerno è stato riaperto proprio per un’ esposto del fondatore di detta discussione. Entro pochi mesi sapremo la verità? Speriamo di si. In ogni caso quanto sopra rappresentato è solo una estrema sintesi dei fatti. In futuro penso che scriverò  un libro.
Link richiesta archiviazione Pm Salerno e decreto del Gip Salerno
Caso Claps da pagine 227 e 114 dei rispettivi file.

 

  


 


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