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venerdì 9 gennaio 2015

Vigili Roma: se solite pagliacciate per discriminare la P.A.



La vicenda dei vigili romani assenti la notte di capodanno è certamente una mera pagliacciata per discriminare la Pubblica Amministrazione e suoi lavoratori e come dice qualcuno anche un pretesto per distogliere l’ attenzione dall’ inchiesta mafia capitale e riqualificare il sindaco Marino. Come si è denunciato pare vi fossero 835 assenti per malattia ma in realtà di queste, denunciano i sindacati senza essere contestati, 700 sarebbero straordinari volontari rifiutati e dunque non vere assenze. Ne consegue che solo 135 si 4900 vigili in organico erano assenti. Tutto nella norma quindi. Ma perché, si chiederà qualcuno, questo rifiuto di massa? In primis perché vi è una vertenza aperta sul rinnovo del contratto collettivo fra sindacati e Comune di Roma in secondi perché nella P.A. a differenza del privato non sempre gli straordinari sono pagati e quando capita ciò avviene a distanza di mesi o qualche anno. Parola di ex ausiliario del traffico! Nella P.A. ogni anni si fa un consuntivo del monte ore lavoro inclusi gli straordinari che però spesso viene superato in quanto le amministrazioni sono sotto organico. Di conseguenza finiti i fondi per pagare gli straordinari bisogna effettuare variazioni di bilancio e tagliare da un'altra parte oppure attendere l’ anno successivo quando il costo della vita si è mangiata la maggiorazione. Talvolta però i compensi sono convertiti in parte in giornate di riposo compensative retribuite. Ecco perché in estate gli uffici riducono fortemente gli orati o mancano le pattuglie. Il discorso vale anche per le imprese private di servizi pubblici come la raccolta rifiuti e il trasporto pubblico. E’ non sempre si fruisce di tutti i riposi a cui si ha diritto.

Per ovviare le false malattie, non servono nuove leggi o le vecchia porcata Brunetta ma basta applicare quelle vecchie o meglio sarebbe sufficiente mandare i controlli a casa. Ma ciò ha un costo a carico del datore di lavoro (pubblico o privato che sia) che quindi preferisce tenersi gli assenteisti a dimostrazione che il problema non è così grave per le casse di chi paga gli stipendi.

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mercoledì 7 gennaio 2015

Jobs Act, Renzi toppa sugli statali




Il premier Renzi tutto annunci e carisma e pochi fatti, sul Jobs Act omette di applicare la legge anche ai lavoratori del pubblico impiego, almeno per ciò riguarda il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Tutto viene rimandato al Parlamento o meglio a quel lo stesso parlamento da anni esutorato a colpi di voti di fiducia sulle questioni importanti, quasi fosse pletorico e non un organo di rappresentanza del popolo eletto direttamente da esso. Anche se detta omissione può essere positivo per i neoassunti della P.A., ciò rappresenta un comportamento inaccettabile perché dimostra che questo premier non ha il coraggio di approvare una norma ancora più impopolare del resto della riforma al punto di delegarla ovvero di fare scaricabarile sul parlamento. Vergogna.


La riforma tra l’ altro prevede un misero indennizzo da 6 a 24 mensilità per i licenziati al posto del reintegro. Una schifezza. Sarebbe più logico darne uno più in linea con le difficoltà a ricollocarsi ovvero da 24 a 120 mensilità e perché no la perdita per il datore di lavoro del patto di non concorrenza (che negli altri casi sarebbe meglio limitare a un anno dalla fine del rapporto e ad un raggio di 50km in linea d’ aria dalla ditta ndr) e una bella serie di penalità fiscali.

Sarebbe stato logico abolire il limite di età per il contratto di apprendistato, considerato che oggi anche un disoccupa 50-60enne potrebbe aver bisogno di imparare un nuovo mestiere per essere ricollocato. Visto che il Jobs Act riforma l’ Anspi forse era anche il caso di abolire la norma che prevede la perdita degli ammortizzatori sociali per chi accetta contatti a tempo determinato molto brevi. Forse era meglio sostituire la perdita con una sospensione ed evitare cosi di incentivare il lavoro nero e disincentivare la ricerca di lavoro per i neo-licenziati che ora debbono attendere l’ esaurimento dell’ Anspi o Mobilità che dir si voglia.

Più che di un contratto a tutele crescenti ci sarebbe stato bisogno di un contratto a fiscalità agevolata crescente per incentivare la stabilizzazione del lavoratori. Ora cosa impedirà un’ impresa di licenziare un lavoratore il girorno prima che termino le tutele crescenti? E’ in particolare come crescono queste tutele? I dettagli Renzi non dice quali sono. Un’ occasione persa per eliminare forme precarie come co.co.co, co.co.pro e finte partite iva e instituire il salario maggiorato con maggiorazione decrescente in base alla durata del contratto per contratti a tempo determinato come accade nel resto d’ Europa. Questa sarebbe stata una vera riforma.



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venerdì 19 dicembre 2014

E' ufficioso, si voterà nel 2016 con l' Italicum


Ormai è quasi ufficiale quindi diciamo ufficioso che si voterà alle prossi politiche nel 2016 con l' Italicum. Sebbene Renzi abbia voglia di restare fino al 2018 è chiaro che con la ripresa economica attesa per il 2016 nessuno fra Alfano e Minoranza PD avrà scrupolo a far cadere il governo. Scrupolo che esiste ora. Per questo il Premier ha fretta di approvare la nuova legge elettorale (decisamente migliorata con l' abbassamento delle soglie al 3% e il voto di preferenze eccetto i capilista) e vuole che entri in vigore nel 2016 ma probabilmente lo sarà già dai prossimi mesi. La bocciatura del mattarellum come legge-ponte e della proposta di Calderoli che è poi quella di Renzi sull' entrata in vigore dell' Italicum parlano da sole.
Quindi non resta che armarsi di sondaggi per capire cosa accadrà. Di certo in caso di crsi si và dritti al voto, temuto solo da Berlusconi e Forza Italia e forse dai 5 Stelle ed auspicato da tutti gli altri. Non sarebbero infatti possibili altre maggioranza che Berlusconi di certo proporrebbe con il PD per evitare un voto per lui con esiti disastrosi. Cosa faranno gli astenuti? Torneranno a votare? Consiglio di evitare i primi 3 partiti! 
Di certo Renzi non aprirà la crisi ma farà scarica barile su chi si assumerà la responsabilità, una volta usciti dalla crisi fra Minoranza PD e Alfano. La minoranza strapperà e fonderà un nuovo partito magari alleato con lo stesso Pd o resterà dentro? La prima è rischiosa, probabile la seconda. Di sicuro nessuno sarà così folle da far cadere il governo prima della fine del 2015. E sono certo che Renzi si ricandiderà premier!


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venerdì 28 novembre 2014

TORINO EROTIKA ALLA FACCIA DELLA CRISI




Alla faccia crisi, tra poche ore a Torino e più precisamente al Padiglione 1 di Lingotto Fiere si svolgere la fiera di un settore che non conosce crisi nonostante il molto porno-gratis in web. Alle 16 di oggi infatti scatterà la fiera Erotika Tour sponsorizzata da Rocco Siffredi. Da oggi a domenica (28-29-30 novembre 2014) tutti i giorni dalle 16 alle 24 ( le 2  l’ ultimo giorno) molti strip e pornate varie. Per info vedi sopra e magari clicca i pop-up sotto. Buon divertimento.
 



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