venerdì 18 settembre 2009

L'atra faccia del terremoto in Abruzzo e il Rapporto Barberi!




L'altro ieri abbiamo assistito alla obrobriosa puntata di Porta a Porta dedicata alla consegne delle prime case provvisorie in Abruzzo e che diventeranno campus Universitario.

Per fortuna la puntata è stata un flop di audience che avuto un share pari alla metà della media dei programmi di prima serata su RaiUno: il 13% invece del solito 25-30%. Anche a destra si stufati di Berlusconi! Egli si erge a miglior PdCM degli ultimi 150 anni ma in realtà non ha fatto nulla: quelle case sono state costruite con i soldi della donazioni a Porta Porta ed altri media e non con finanziamenti statali.

Sono provvisorie, per quelle definitive si dovrà attendere ancora almeno un anno ed ospiteranno solo 14000 dei 40000 sfollati, cioè meno di 1/3! Attualmente nelle case provvisoria saranno poco meno di 400 ovvero neanche il 10%! Questo è ciò che denunciano i comitati degli sfollati Abruzzesi.

Sembra anche che per la costruzione delle case che dovrebbero ospitare i restanti 26000 senza tetto se ne dovranno fare carico interamente gli enti locali e si prevedono tempi non inferiori ai 10 anni cioè 2 anni in più dell' Umbria, lo stesso del Belice e secondi solo all' Irpinia!

Ma non è tutto, esiste un rapporto sui rischi sismici d' Italia che ha censito oltre 4200o edifici pubblici in tutta Italia a rischio sismico. Il rapporto redatto dall' ex capo della Protezione Civile, Franco Barberi, nel 1999 ed inviato a tutti gli enti locali.

Gli edifici censiti per L' Aquila sono tutti crollati nel sisma del 6 aprile scorso. Fra di essi vi era anche la Casa dello Studente che come sapete crollò uccidendo alcuni ragazzi in esso ospitati.

quindi un omicidio non evacuare quel posto dopo la prima scossa delle 23.30! La protezione civile era anche al corrente che interi quartieri di Onna, L'aquila, ecc. erano stati costruiti su di una faglia attiva e che sarebbero crollati ma nonostante tutto rassicurò la popolazione locale dopo la prima scossa invitandoli a rientrare nelle case dove morirono. Potevano salvarli.

Si possono invece ancora salvare i Calabresi per lo più abusivi che si trovano in situazioni analoghe e che in questo periodo stanno subendo uno sciame sismico che fra pochi mesi probabilmente sfocerà in una ennesimo forte sisma con tragedia allegata. Ovviamente ne il Governo ne gli enti locali che negano pure di aver ricevuto il rapporto, fanno niente per fermare l'abusivismo e rifare i piani regolatori vietando di costruire su faglie attive come avviene ora.

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