giovedì 7 maggio 2009

Continua la guerra contro la censura del Web, D'alia esce dalla porta ma rientra dalla finestra.

Giampiero d'Alia insieme a Gabriella Carlucci è un attentatore della libertà di informazione

Internet non sarà imbavagliata, almeno non per ora, il tristemente famoso emendamento che introduceva l' articolo 60 al DDL 2180 proposto dall' On. Giampiero D' Alia è stato abrogato durante l'ultima riunione plenaria delle Commissioni Parlamentari Giustizia e Affari Costituzionali.

La proposta del senatore prevedeva l'oscuramento, ordinato dal Ministero dell'Interno, dei siti in cui si commette il reato di apologia o si istiga a delinquere, senza necessità d'intervento da parte dell'autorità giudiziaria.
Con la scusa di "ripulire la rete, e in particolare il social network Facebook, dagli emuli di Riina ... e di tutti gli altri cattivi esempi cui finora s'è dato irresponsabilmente spazio" si sarebbero aperte le porte alla censura.
Invece, grazie in particolare al lavoro del già noto
Roberto Cassinelli - insieme alla collega Barbara Mannucci - questo pericolo è stato per ora scongiurato.
Cassinelli e Mannucci hanno presentato tre emendamenti per eliminare l'articolo 60: "quello che vi ho proposto qui sul blog, un altro quasi identico che però presentava alcune differenze dal punto di vista giuridico, e una terza versione - che è poi quella che le Commissioni hanno approvato - formata da 11 caratteri: Sopprimerlo", come scrive Cassinelli stesso sul proprio
blog.

Contestualmente a questa "vittoria" nasce l'Intergruppo Parlamentare 2.0, formato da esponenti di ogni schieramento, che ha già aperto un proprio blog e si pone come scopo la promozione del "confronto tra politica, imprese e cittadini sul Web 2.0 ed i suoi strumenti, al fine di sfruttarne al meglio le opportunità per l'intero sistema Italia".
Per quanto riguarda il ddl 2180 la parola ora passa al Senato, al quale il testo ritornerà: "c'è da augurarsi" - dice ancora Cassinelli - "che a nessuno venga l'idea di introdurre nuovamente norme incostituzionali ed illiberali".


Attenzione quindi a non abbassare la guardia poichè la tentazione di oscurare internet da parte delle politica, è fortissima! Conoscendo poi il centrodestra sappiamo che stato più volte capace con colpi di mano, di reintrodurre ciò che era stato precedente mente bocciato.

La risposta del Senato in attesa delle votazione sul DDL non si è fatta attendere è per l' appunto il Senato, durante il voto al pacchetto sicurezza, ha approvato un indecente emendamento proposta sempre dal famigerato sciacallo Senatore Udc, Gianpiero D’Alia, che sferra un rozzo e violento attacco alla libertà di espressione e di opinione su internet. Il rischio è un’inaccettabile censura del web.

L’emendamento, che obbliga i provider ad oscurare i siti per reati di opinione, su richiesta del ministero degli Interni, anche senza attendere l’esito dell’eventuale processo, è una mostruosità anticostituzionale che la dice lunga sul concetto di democrazia che alberga in questo governo. A tutela della libertà di espressione, invito, perciò, il popolo del web a inviare e-mail di protesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché si eviti di iscrivere l’Italia nel club dei Paesi a democrazia sempre più limitata considerata la bocciatura arrivata alla nostra stampa berluisconizzata, arrivata nei giorni scorsi.
Mi auguro vivamente che qualche hacker attacchi il blog della Carlucci e i siti di PD, PdL e Lega.

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