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giovedì 7 maggio 2009

Ora basta con la Lega: siamo all' Aparthaid! La Lega a Milano propone posti riservati agli extracomunitari sui mezzi pubblici!


Non bastavano presidi spia, medici spia, ronde e legge anti-kebabbabari e porcate varie, ora la Lega esagere e guardate cosa propone:

Post tratto dal blog di Paolo Ferrero:


La proposta della Lega di riservare i posti sulla metropolitana di Milano ai soli milanesi e di riservare vagoni “solo per extracomunitari” è una proposta squallidamente razzista, becera e incivile che si commenta da sola. Nel passato, c’è una sola pietra di paragone: quanto i nazisti facevano con gli ebrei.Sappiamo bene che si tratta di una proposta inapplicabile ma la politica è fatta anche di messaggi: Berlusconi o rompe per sempre con chi ha e propaganda questo impianto fascista e razzista oppure è inutile che poi vada a festeggiare il 25 aprile perché vuol dire solo che di quei messaggi è pienamente corresponsabile.
Temi:
blog, comunicati stampa

E questo è il mio commento!

Tutto questo mi porta alla mente una certa America degli anni ‘50 quando esistevano posti solo per neri negli autobus e quando una vecchietta ribellandosi diede inizio al mito di Martin Luther King!


Spero ne venga furi uno anche in Italia che si ribelli a tutto questo ciarpame politico!
Sono schifato, per quanto mi riguarda la Lega come partito andrebbe messo fuori legge, non se ne può più di queste porcate!

Continua la guerra contro la censura del Web, D'alia esce dalla porta ma rientra dalla finestra.

Giampiero d'Alia insieme a Gabriella Carlucci è un attentatore della libertà di informazione

Internet non sarà imbavagliata, almeno non per ora, il tristemente famoso emendamento che introduceva l' articolo 60 al DDL 2180 proposto dall' On. Giampiero D' Alia è stato abrogato durante l'ultima riunione plenaria delle Commissioni Parlamentari Giustizia e Affari Costituzionali.

La proposta del senatore prevedeva l'oscuramento, ordinato dal Ministero dell'Interno, dei siti in cui si commette il reato di apologia o si istiga a delinquere, senza necessità d'intervento da parte dell'autorità giudiziaria.
Con la scusa di "ripulire la rete, e in particolare il social network Facebook, dagli emuli di Riina ... e di tutti gli altri cattivi esempi cui finora s'è dato irresponsabilmente spazio" si sarebbero aperte le porte alla censura.
Invece, grazie in particolare al lavoro del già noto
Roberto Cassinelli - insieme alla collega Barbara Mannucci - questo pericolo è stato per ora scongiurato.
Cassinelli e Mannucci hanno presentato tre emendamenti per eliminare l'articolo 60: "quello che vi ho proposto qui sul blog, un altro quasi identico che però presentava alcune differenze dal punto di vista giuridico, e una terza versione - che è poi quella che le Commissioni hanno approvato - formata da 11 caratteri: Sopprimerlo", come scrive Cassinelli stesso sul proprio
blog.

Contestualmente a questa "vittoria" nasce l'Intergruppo Parlamentare 2.0, formato da esponenti di ogni schieramento, che ha già aperto un proprio blog e si pone come scopo la promozione del "confronto tra politica, imprese e cittadini sul Web 2.0 ed i suoi strumenti, al fine di sfruttarne al meglio le opportunità per l'intero sistema Italia".
Per quanto riguarda il ddl 2180 la parola ora passa al Senato, al quale il testo ritornerà: "c'è da augurarsi" - dice ancora Cassinelli - "che a nessuno venga l'idea di introdurre nuovamente norme incostituzionali ed illiberali".


Attenzione quindi a non abbassare la guardia poichè la tentazione di oscurare internet da parte delle politica, è fortissima! Conoscendo poi il centrodestra sappiamo che stato più volte capace con colpi di mano, di reintrodurre ciò che era stato precedente mente bocciato.

La risposta del Senato in attesa delle votazione sul DDL non si è fatta attendere è per l' appunto il Senato, durante il voto al pacchetto sicurezza, ha approvato un indecente emendamento proposta sempre dal famigerato sciacallo Senatore Udc, Gianpiero D’Alia, che sferra un rozzo e violento attacco alla libertà di espressione e di opinione su internet. Il rischio è un’inaccettabile censura del web.

L’emendamento, che obbliga i provider ad oscurare i siti per reati di opinione, su richiesta del ministero degli Interni, anche senza attendere l’esito dell’eventuale processo, è una mostruosità anticostituzionale che la dice lunga sul concetto di democrazia che alberga in questo governo. A tutela della libertà di espressione, invito, perciò, il popolo del web a inviare e-mail di protesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché si eviti di iscrivere l’Italia nel club dei Paesi a democrazia sempre più limitata considerata la bocciatura arrivata alla nostra stampa berluisconizzata, arrivata nei giorni scorsi.
Mi auguro vivamente che qualche hacker attacchi il blog della Carlucci e i siti di PD, PdL e Lega.

martedì 5 maggio 2009

Si può fare una nuova legge elettorale dopo il referendum!


Sono in corso grandi manovre sul referendum e sulla legge elettorale dopo la fissazione della data la 21 giugno 2009 e dopo i Sì di PD e PDL.
Parte la Lega con in testa Calderoli che propone una nuova legge da farsi dopo il referendum, d'accordo l' opposizione con IdV che aveva fatto sapere che avrebbe cambiato in un No il suo Sì se non si fosse cambiata la legge dopo il voto.
Il PDL dice facendo credere erroneamente a tutti che la vittoria del Si al Referendum congelerebbe le legge elettorale. Nulla di più sbagliato!
Con la nuova legge che uscirebbe dal Referendum sarebbero solo eliminate le coalizioni e diverrebbero improponibili anche in caso di ritorno al maggioritario ma si possono ancora fare le seguenti modifiche:
1. Possibile passaggio al maggioritario con candidati appoggiati da singoli partiti anziché coalizioni
2. Introduzione di eventuali vere primarie
3. Ripristino del voto di preferenza
4. Abolizione della soglia di sbarramento (non avrebbe più senso)
5. Modifica del metodo di attribuzione dei seggi in Senato
Guardando al punto 5 si intuisce subito una cosa: se vincesse il Sì la maggioranza certa ad un solo partito la si avrebbe solo alla Camera mentre occorrerebbe fare delle coalizioni post-voto in Senato: impensabile quindi non cambiare la legge e farebbe bene l' opposizione a presentare questi punti come proposta.
Nemmeno ora si ha una maggioranza certa in Senato: è solo una coincidenza dovuta al grande distacco di voti fra Berlusconi e Veltroni alle scorse elezioni ma se nel 2013 o prima chi dovesse vincere lo farebbe con pochi voti di vantaggio come nel 2006 non si avrebbe governabilità.
In ultimo si registra una certa preoccupazione nel PdL per certe tensioni con la lega che potrebbero sfociare in crisi dopo il referendum in cui la vittoria del Sì appare ormai scontata.
A proposito di crisi l' opposizione potrebbe mettere in crisi il Governo facendo una nuova legge elettorale dopo il referendum con la Lega e contro il PdL! Un voto bipartizan che spaccherebbe in 2 la maggioranza.
Sbaglia, secondo me, la Lega a preoccuparsi per una vittoria del Sì: non è detto che sia lei a perdere in uno scontro con Berlusconi dopo un' eventuale rottura con lui.
A proposito di crisi l' opposizione potrebbe mettere in crisi il Governo facendo una nuova legge elettorale dopo il referendum con la Lega e contro il PdL! Un voto bipartizan che spaccherebbe in due la maggioranza.
Sbaglia, secondo me, la Lega a preoccuparsi per una vittoria del Sì: non è detto che sia lei a perdere in uno scontro con Berlusconi dopo un' eventuale rottura con lui.

lunedì 4 maggio 2009

Appello-Petizione per un reddito minimo garantito. Firma quì


APPELLO Per un reddito garantito in Europa

Premesso che:
la crisi economica internazionale si va approfondendo e mina sempre più le condizioni di lavoro e di reddito dei cittadini in tutti gli Stati: ogni tentativo di stimare le conseguenze della crisi viene rivisto continuamente al ribasso e la disoccupazione nel vecchio continente potrebbe raggiungere una media del 10%, con milioni di nuovi soggetti espulsi dal processo produttivo;
fulcro delle protezioni welfaristiche – come dimostrano le impostazioni degli Stati del Nord Europa e secondo quanto indicato in molti documenti dell’Unione Europea - si rivela, ora come non mai, la tutela del reddito inteso come garanzia di una vita dignitosa;
la costruzione di una piena e compiuta cittadinanza sociale europea passa necessariamente per la garanzia effettiva del “diritto ad esistere” in favore di tutti i componenti di una medesima comunità;

E oggi in gioco la tenuta del modello sociale europeo e per difenderne la ratio e l'ispirazione, e consentirgli un ulteriore avanzamento, è necessaria una precisa assunzione di responsabilità da parte di tutti gli organi dell'Unione Europea;

A partire dalla crisi, ed oltre la crisi, è più che mai necessario dare un segno concreto di coesione e solidarietà paneuropea fornendo risorse sufficienti, di cui solo l’Unione nel suo complesso può disporre, per sostenere un reddito garantito per i cittadini residenti, esigibile nei confronti di tutti i paesi aderenti, come indicato dal Parlamento Europeo nella Risoluzione dell’Ottobre del 2008;
Facciamo appello ai candidati e alle candidate delle elezioni europee 2009
ed a coloro che saranno eletti al Parlamento europeo - affinché si impegnino a promuovere un reddito garantito per i cittadini residenti nel continente europeo e ad attivarsi perché, in particolare, l’Italia si avvicini agli Stati europei che si sono dotati di misure di sostegno del reddito per tutti i cittadini non in possesso di risorse adeguate a condurre una vita dignitosa. Chiediamo dunque una pubblica presa di posizione in merito a questo impegno da parte dei candidati alle elezioni europee 2009, ed una maggiore interlocuzione con la società civile, scientifica ed accademica per giungere, già a partire dal 2010, anno di lotta alla povertà in Europa, ad istituire una misura universale di reddito garantito europeo.



Primi firmatari:

Bin - Italia

Progetto Diritti

Associazione Antigone

Cilap – Eapn – Sezione italiana

Associazione Nazionale Giuristi Democratici

Unione degli Universitari Napoli

Associazione BioS – Milano

Associazione Lunaria

Magistratura Democratica

Sbilanciamoci

Carta